24 Novembre 2020

Pm positivo ma il processo va avanti «Ambiente svenduto» senza tregua

 Il processo «Ambiente svenduto» non si ferma. La corte d’assise ha respinto la richiesta di rinvio dell’udienza fissata per ieri mattina, motivata da alcuni avvocati della difesa con la positività di uno dei pubblici ministeri del dibattimento al Covid- Dopo una camera di consiglio, la corte d’assise (presidente Stefania D’Errico giudice a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari) ha rigettato la richiesta con una ordinanza di tre pagine nelle quali, tra l’altro si legge che «a differenza delle normativa di urgenza emanata dal marzo del 2020, quella successiva non ha previsto alcuna sospensione generalizzata della attività giudiziaria, stabilendo di contro alcune previsioni finalizzate alla gestione di ipotesi in cui si riscontrino situazioni di positività». La corte sottolinea che d’altronde nessun componente della stessa ha ricevuto segnalazioni della Asl, cui spetta la messa in isolamento, dunque non ci sono cautele particolari da rispettare oltre alle consuete. Tanto premesso «la istanza di rinvio e, soprattutto, l’assenza in aula – condotta quasi al limite della configurazione dell’abbandono di difesa tutti i difensori richiedenti e comunque di quasi tutti i difensori degli imputati, senza la nomina di un sostituto processuale, appare, ancora una volta, manifestazione di una volontà defatigatoria volta a prolungare ingiustificatamente la durata del dibattimento, con i conseguenti costi anche in termini strettamente economici. Tali considerazioni valgono anche in relazione alla giustificazione per l’assenza dell’ing Fruttuoso che appare del tutto pretestuosa e priva di un reale e concreto aggancio fattuale circa i presupposti di un contatto diretto con un soggetto a rischio». La Corte d’Assise ha così aggiornato il processo a stamattina e disposto per il prossimo 9 dicembre citazione del consulente della difesa ing. Fruttuoso, nel frattempo sanzionato con una sanzione pecuniaria. Puntuale la polemica del Codacons. «La difesa cerca di evitare la giusta condanna dei responsabili attraverso avvocati che sistematicamente fanno ostruzionismo alla giustizia – afferma il Codacons in una nota inviata alla stampa – Comportamento che costerà ora ai legali dell’Ilva e all’ing Fruttuoso una nuova denuncia per oltraggio a magistrato, ostacolo alla giustizia e abbandono della difesa, con contestuale richiesta all’Ordine degli avvocati di sospendere dalla professioni i legali della difesa, provvedimenti sanzionatori fino agli arresti domiciliari a causa della recidiva nei reati ostruzionistici a danno della giustizia».
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