3 Novembre 2019

Plastic tax, preoccupazione tra le aziende «Va chiarito in che modo sarà applicata»

restano, centro latte rapallo: «al momento c’ è confusione. il governo sensibilizzi al riutilizzo, oggi il vetro non ha appeal»
Silvia Pedemonte / RAPALLO Plastic tax, le aziende del Levante chiedono chiarezza. Per un provvedimento che rischia di avere pesanti ripercussioni. Le bottiglie, le buste – come quelle dell’ insalata già pronta per l’ uso- , le vaschette per gli alimenti in polietilene, il tetrapak del latte, i contenitori dei detersivi: questi alcuni dei prodotti monouso sui quali si applicherà la plastic tax da 1 euro al chilo. Secondo la relazione che accompagna la bozza della manovra, colpiti dalla tassa saranno anche il polistirolo, i tappi e le etichette di plastica. Dati e previsioni già si susseguono: a livello nazionale, Codacons ha quantificato un aggravio di spesa per ogni famiglia italiana di 165 euro, nel biennio 2020/2021 (partendo dal principio che i costi che le aziende dovranno sostenere, in più, andranno a incidere sui prezzi e, quindi, sulle persone che acquistano). Che succede, nel concreto, per le aziende? Fondata nel 1954 a Santa Maria del Campo, un centinaio di dipendenti (compresi i titolari degli automezzi per la distribuzione), Il Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio (che fa parte del gruppo Centrale del Latte d’ Italia Spa, polo lattiero caseario fra i principali d’ Italia) distribuisce 15 milioni di litri/chili di prodotti ogni anno. Latte e latticini, soprattutto. E il latte Uht intero e parzialmente scremato, da quattro anni viene esportato anche in Cina. Mario Restano, responsabile marketing Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio riflette: «Al momento c’ è una grande confusione. Un giorno abbiamo letto sui giornali una cosa, il giorno successivo un’ altra. È una situazione in divenire. Senza dubbio dal governo non dovrebbero arrivare solo tasse, ma un processo più completo di sensibilizzazione delle persone alla differenziazione, al riutilizzo, al riciclo». I prodotti della Latte Tigullio hanno imballaggi «in vetro, in plastica, in carta con una percentuale bassissima di polietilene. Per capire nel concreto l’ incidenza di questa tassa dobbiamo comprendere, prima, come verrà applicata». Consumatori che, al momento, continuano a preferire gli imballaggi in plastica o in tetrapack: «Penso al latte, quello venduto nella bottiglia in vetro non ha avuto un’ impennata di richieste negli ultimi tempi – riflette, Restano – Alla base deve esserci un’ iniziativa di sensibilizzazione della popolazione anche sul tema del corretto riuso e riciclo. Noi in questo siamo “sul pezzo”. Ma il primo a metterlo in atto deve essere il governo». Sempre a Rapallo, in quel di San Massimo, c’ è la prima azienda agricola plastic free del Levante: è la Dolce Fiorita. «Abbiamo sostituito tutti i nostri contenitori di plastica con altri compostabili nell’ umido al cento per cento – ha spiegato al Secolo XIX Laura Gnecco, che porta avanti l’ azienda con il marito Simone Altemani – una scelta coraggiosa, che ha un costo importante: una vaschetta in plastica costa 0,09 centesimi l’ una, mentre una compostabile ha un prezzo di 26 centesimi. La differenza c’ è. Per l’ ambiente, che amiamo, dobbiamo fare tutti la nostra parte». – 60 i dipendenti di Latte Tigullio Centro latte Rapallo, unità operativa del gruppo Centrale del latte d’ Italia che conta 5 stabilimenti, 430 dipendenti e rifornisce 2.750 punti vendita della grande distribuzione e 11.600 negozi al dettaglio 1.200 m2 il centro logistico di San Pietro di Novella (più 500 m2 di uffici)

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