21 Gennaio 2020

`Pizzimenti: sulle loro infrastrutture non abbiamo competenza ma chiederemo informazioni sulla situazione delle opere

l’ analisi: sui 64 viadotti a rischio lungo le strade della società nessuno sarebbe stato monitorato pizzimenti: sulle loro infrastrutture non abbiamo competenza ma chiederemo informazioni sulla situazione delle opere secondo il sistema varato nel 2017 i controlli annuali su 4.991 strutture si sarebbero fermati a 1.419, il 28%
VIABILITÀ UDINE Sui 64 ponti a rischio lungo le strade Anas del Friuli Venezia Giulia che lo scorso anno finirono sotto la lente del Ministero, nessuno sarebbe stato monitorato. L’ ANALISI A metterlo in luce una inchiesta pubblicata ieri dal Corriere della Sera a cura di Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto, i quali hanno verificato, 12 mesi dopo, la situazione degli interventi sugli oltre 992 ponti gestiti dalla società ma con l’ incognita delle competenze di manutenzione, costruiti in buona parte negli anni Sessanta. Una mappa che arrivò a seguito del crollo del cavalcavia di Annone in Brianza nel 2016. LA REGIONE L’ assessore regionale Graziano Pizzimenti ricorda che «su strade e ponti Anas la Regione non ha alcuna competenza. Dopo questa notizia, comunque, chiederò informazioni dettagliate all’ Anas sulla situazione delle loro infrastrutture in Friuli Venezia Giulia» . LE VERIFICHE In Italia i controlli annuali, obbligatori per legge, che dovevano eseguire gli ingegneri qualificati sui 4.991 viadotti principali (con campata di luce superiore ai 30 metri di lunghezza) e critici (segnalati dai cantonieri) si sarebbero fermati a 1.419, il 28% del dovuto. Nel 2018 erano state il 56%. Stesso discorso, seppure in misura meno importante, vale per le ispezioni trimestrali, quelle «a vista», a carico dei sorveglianti: validate il 69%. Nel 2018 erano state l’ 88%. Questi sono i dati registrati dal sistema Bms, varato nell’ ottobre 2017, che monitora lo stato di sicurezza delle opere e programma gli interventi di manutenzione straordinaria. Nella nostra regione la verifica obbligatoria annuale segna «zero» quando invece ne erano previste 64, in particolare per ponti con campata di almeno 30 metri. Una situazione preoccupante se si pensa che peggio di noi ha fatto solo la regione Piemonte dove ne erano state annunciate 205. Il dato si aggiunge a quelli resi noti nelle scorse settimane rispetto alla società Autostrade, con alcune gallerie della A23 sulla tratta Udine-Tarvisio che sono finite ai raggi X da parte del Ministero delle Infrastrutture. IL CODACONS E ancora a fine novembre era stato il Codacons a segnalare lo stato precario di alcuni ponti in Italia, tra cui quello sul torrente Degano tra Ovaro e Prato Carnico. Infine si attendono gli interventi per la messa in sicurezza del manufatto sul torrente Fella tra Amaro e Venzone, la cui carreggiata è transitabile a senso alternato di marcia dai tempi post crollo ponte Morandi. La mancanza di un controllo sistematico e trasparente delle strade avrebbe favorito, secondo l’ analisi del Corriere della Sera, anche fenomeni corruttivi. Così la nostra regione è ritornata al centro dell’ attenzione per via dell’ indagine in corso a Trieste da parte della Guardia di Finanza che riguarda un sistema di presunte mazzette e spese gonfiate nella manutenzione delle strade, con diversi dirigenti Anas coinvolti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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