10 Ottobre 2017

Più umbri vaccinati mail Codacons lancia il ricorso colettivo

PERUGIA – Primo bilancio positivo dalla campagna per le vaccinazioni lanciata dalla Regione sulla scorta del decreto Lorenzin. Mentre è ancora in atto l’ invio delle lettere con la situazione vaccinali dei bambini fino ai 16 anni, dall’ assessorato competente tirano le somme. Le vaccinazioni peril morbillo sarebbero aumentate di circa il 3 per cento portando l’ immunità del gregge, ovvero della popolazione in età vaccinale, vicino al 95 per cento. Una soglia importante che risponde alle linee dettate dal ministero della Salute. Il monito raggio presso i vari distretti continua con punte di eccellenza in alcune zone, come il Marscianese, rispetto ad altre. Ma c’ è chi, come il Codacons non ci sta e lancia anche in Umbria il ricorso collettivo contro il decreto Lorenzin, al quale è possibile aderire fino al prossimo 30 ottobre. “Si tratta di una iniziativa legale avviata in favore di genitori e insegnanti contrari alle disposizioni contenute nella nuova legge – si legge in una nota dell’ associazione dei consu matori – fortemente limitative della libertà di scelta delle famiglie e caratterizzate da profili di illegittimità costituzionale, ma anche a tutela degli stessi medici verso i quali si è scatenata una caccia alle streghe che ha portato a radiazioni e a numerosi procedimenti. Il ricorso collettivo – spiega ancora il Codacons sarà presentato dinanzi al Tar del Lazio e ha già visto l’ adesione di centinaia di famiglie di tutta Italia, anche grazie ad affollatissimi incontri organizzati dall’ associazione nelle principali città con le famiglie che chiedono maggiore trasparenza e garanzie per i propri figli. Una iniziativa che non è contro i vaccini, essenziali ai fini della salute pubblica, ma per ottenere la bocciatura della legge Lorenzin: l’ adesione all’ azione processuale non comporta obblighi o responsabilità, né la necessità di somministra reo meno vaccini ai propri figli. Il ricorso, infatti, è volto “all’ annullamento di circolari, atti e provvedimenti emanati, dalle varie amministrazioni competenti, in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci nonché di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale”. Sulla necessità di vaccinarsi interviene anche Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria dell’ Università degli studi di Perugia. “Le vaccinazioni hanno avuto il grande merito di cambiare totalmente la storia delle malattie infettive, determinando la scomparsa di alcune di esse o una loro forte riduzione. Grazie ai vaccini e alle politiche di prevenzione vaccinale è stato possibile diminuire il peso sociale ed economico di molte patologie che, purtroppo ancora oggi, possono avere esiti invalidanti o mortali. I vaccini – sottolinea la professoressa- sono trai farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione, hanno alle spalle anni di ricerca avanzata e offrono le migliori possibilità di copertura contro malattie trasmissibili. Tra questi, il vaccino contro l’ Hpv hail grande merito di prevenire infezioni in grado generare lesioni precancerose che possono progredire fino a sviluppare il cancro della cervice o altre forme di tumore anogenitale in entrambi i sessi. Anche in Italia è da poco disponibile un nuovo vaccino anti-Hpv 9 -valente, efficace contro nove tipi di papillomavirus, che si stima possa prevenire fino al 90% dei tumori del collo dell’ utero, dell’ ano, del pene e dell’ orofaringe e costituisce un’ evoluzione dei due vaccini disponibili fino ad oggi, il bivalente eil quadrivalente. A differenza di quanto comunemente si crede, il papillomavirus non riguarda infatti solo le femmine; l’ infezione colpisce anche i maschi, che si infettano in misura superiore, anche se negli uomini l’ evoluzione neoplastica dei danni causati dal virus è minore rispetto alle donne. Oggi in diverse regioni italiane conclude la Esposito- viene già effettuata la vaccinazione universale contro l’ Hpv, vaccinando anche il maschio, e il nuovo Piano nazionale per la prevenzione vaccinale raccomanda la vaccinazione anti-Hpv universale, a femmine e maschi, su tutto il territorio nazionale. Si stima che in Italia ogni anno il virus dell’ Hpv sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi, circa 12.000 lesioni anogenitali di alto grado nella donna e circa 80.000 casi di condilomi genitali”. B.
marina rosati

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