22 Giugno 2017

Più equità con gli 80 euro e la 14esima Ma questo non è un paese per giovani

ROMA Senza la mano dello Stato le disuguaglianze economiche in Italia sarebbero ancora più forti. A certificarlo è l’ Istat, che sottolinea come le politiche di redistribuzione del reddito, attraverso tasse e sussidi, abbiano «significativamente» abbassato i divari. E, stando alle simulazioni dell’ Istituto, gli ultimi interventi, dagli 80euro alla quattordicesima, «hanno aumentato l’ equità». Effetti che si fanno sentire per i più anziani e non per i giovani. «L’ intervento pubblico», so prattutto grazie alle pensioni, riduce di un terzo l’ indice di Gini, misura delle distanze nella ricchezza, rispetto a uno scenario in cui comanda solo il mercato. Effetti indesiderati Il contributo che arriva dalle imposte ha invece una portata più contenuta. Il risultato è che oltre la metà di chi ha redditi familiari azzerati o molto bassi vede migliorata la propria posizione. Recupero più marcato anche per il Sud. Ma gli “effetti indesiderati” ci sono, con peggioramenti anche per il 49,6% di chi ha redditi medio bassi. Tra i vincitori ci sono sicuramente le famiglie anziane. Al contrario i giovani e i genitori soli sono i «meno tutelati». Per l’ Istat gli ultimi provvedimenti rispettano il principio della progressività: l’ aiuto diminuisce al salire del reddito. Della mensilità in più se ne avvantaggeranno così le fasce più povere. Il bonus delle polemiche Diverso il discorso per gli 80 euro, anche perché, si legge nel report, «non è prioritariamente disegnato come misura anti povertà». Divisa la popolazione in cinque fette, il 45,9% delle famiglie beneficiarie, dove c’ è almeno un interessato, si trova nel secondo gruppo più ricco. Tuttavia è il bonus ad imprimere «il maggiore impatto redistributivo», chiarisce il direttore della produzione statistica Istat, Roberto Monducci. Gli 80euro, dice, «hanno ridotto la disuguaglianza dal 30,4% al 30,2%%». Probabilmente perché l’ integrazione è più sentita, in proporzione, tra i più poveri. E la 14e sima pesa poco Lieve la spinta della quattordicesima (che partirà da luglio). Resta critico il Codacons, mentre per l’ Unc siamo comunque tra «i peggiori in Europa». Secondo la leader della Cgil, Susanna Camusso, parlare di riduzione delle iniquità è solo «propaganda». Il M5s lamenta come alcune categorie, i giovani, siano state «abbandonate». «Dallo studio emerge, infatti, che il rischio di povertà – con tinua il M5s – è aumentato dal oltre 5 punti per i giovani nella fascia dai 15 ai 24 anni e di oltre 2 punti per quelli dai 25 ai 34 anni. Inoltre i giovani singoli e i monogenitori con figli minori sono i meno tutelati dal sistema welfare che dopo l’ intervento pubblico mostrano un rischio di povertà superiore al 30%. Insomma, l’ Italia non è un Paese per giovani». Il Governo difende il suo operato, con la sottosegretaria Maria Elena Boschi, che sottolinea: «Possono continuare a dirci di tutto, ma noi andiamo avanti nel nostro lavoro perché i risultati arrivano».
marianna berti

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