6 Maggio 2019

«Più del barile sui costi dell’ energia pesano le emissioni»

«Non siamo particolarmente preoccupati per l’ effetto che gli aumenti del prezzo del greggio avranno sul costo di elettricità e gas. È vero che c’ è una correlazione, ma oggi è meno forte rispetto alle dinamiche di qualche anno fa. E, comunque, il prezzo dell’ energia è più influenzato dalla componente CO2 che non dal petrolio. Isolato il periodo del 22 aprile di quest’ anno, quando il presidente americano Trump ha ufficializzato le azioni sanzionatorie sull’ Iran, i mercati ci dicono che non ci sono ora particolari impennate sul greggio». Sono le osservazioni di Paolo Torri, coordinatore del Consorzio energia di Confindustria Lecco e Sondrio.Va ricordato che con le sanzioni a Teheran, e anche se gli Usa non riusciranno del tutto nel loro intento (Cina e Turchia potrebbero continuare a comprare), rischiano di sparire dal mercato tra 500mila e un milione di barili al giorno. Oneri al distributore Diversa la questione al distributore di benzina, dove l’ Italia sconta le tasse più alte del mondo, e della raffinazione, oltre che degli effetti speculativi che in questi giorni hanno indotto il Codacons a un esposto inviato a 104 Procure in Italia. Per ora Torri guarda ai risultati del Consorzio presieduto da Raffaele De Peverelli e agli effetti della scelta strategica operata con l’ ultimo contratto siglato lo scorso ottobre, quando «si è deciso, in un periodo in cui i prezzi dell’ energia erano clamorosamente alti, di non fissare il prezzo, perché ci aspettavamo un successivo ripiegamento. Cosa che – aggiunge Torri – è avvenuta in modo forte e preciso, per cui ora le aziende iniziano a beneficiare dell’ abbassamento delle tariffe, che è potentissimo sul gas». Il contratto senza prezzo fisso ha dunque dato la possibilità di sfruttare la discesa ma – chiarisce Torri – «non si pensi che ora le aziende stiano pagando poco, al contrario: il nostro contratto le ha agevolate, ma stanno comunque pagando tanto». La causa sta nell’ aumento clamoroso degli oneri di sistema soprattutto per le imprese: «Nel giorno in cui l’ Autorità per l’ energia proclamava la riduzione dal primo aprile per il costo dell’ energia domestica, noi, come imprese, subivamo parecchio gli aumenti degli oneri di sistema». Generalizzato Un incremento generalizzato ma che, spiega Torri, «sulle imprese pesa tantissimo, con gli imprenditori che si sono di fatto ritrovati con riduzioni più basse rispetto a quelle attese per una specifica voce che viene incrementata rapidamente dai numerosi Kwth». Ne sanno qualcosa, nel Lecchese, forgiatori, stampatori di metalli, aziende metalmeccaniche che hanno consumi di picco molto alto e che da gennaio 2018 subiscono un ulteriore extra costo per la cosiddetta “quota potenza”, incrementata, spiega Torri, dall’ 1 aprile e che «si aggiunge agli oneri generali che sovvenzionano i vecchi fotovoltaici, l’ idroelettrico e lo smantellamento delle centrali nucleari pesano più di un terzo della componente energia. L’ indice di correlazione petrolio-energia – conclude il coordinatore del Consorzio energia di Confindustria Lecco e Sondrio – è un po’ sfumato ma tutto il resto incide più di un terzo rispetto al solo costo della componente energia». M. Del.

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