Piste ciclabili, protesta per il degrado
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fonte:
- Il Piccolo
Piste ciclabili, protesta per il degrado
Protesta dei cittadini per le condizioni disastrate delle piste ciclabili situate lungo il canale De Dottori. “Possibile che in così poco tempo si siano deteriorate a tal punto?“, chiedono con insistenza i monfalconesi. Infatti, nonostante la recentissima realizzazione, voluta dall`amministrazione comunale, i percorsi risultano ampiamente danneggiati dall`usura e dalle intemperie. Ampi strati del rivestimento verde posto a copertura del fondo in cemento hanno ceduto in più punti, creando un disarmonico effetto “macchia di leopardo“ e contribuendo altresì a fornire un`immagine degradata del tratto ciclopedonale. Il quale, invece, si colloca in una delle poche aree verdi della città, sfruttata dagli sportivi per una pedalata o per una mezz`ora di salutare jogging. Già mesi addietro il Codacons aveva denunciato lo stato delle piste ciclabili, definito dai cittadini “pietoso“. I percorsi, infatti, da tempo hanno portato allo scoperto il cemento sottostante, chiazzando di grigio la striscia verde dedicata alle due ruote. Una gettata di cemento colorato avrebbe potuto risolvere alla redice il problema dell`usura. Così almeno la pensava il Codacons: “Sarebbe bastato impiegare un conglomerato bituminoso mescolato con sostanze coloranti specifiche: bisognerebbe andare a vedere cosa prevede il capitolato d`appalto“. Ma l`assessore Andrea Montagnani, responsabile della Progettazione di quartiere e investito da tempo in una ponderosa opera di restyling di parchi e aree verdi spiega: “Al momento non si può far nulla perchè sussiste un contenzioso con la ditta che ha effettuato il lavoro. Quindi, pur non essendo la questione di mia competenza perché pertiene ai Lavori pubblici, posso solo dire che dobbiamo attendere i tempi necessari a vedere come va a finire la causa. Confidiamo, comunque, in una pronta soluzione“. Ma i cittadini non ne vogliono sapere e puntualmente segnalano i tratti deteriorati tra via Piave e via Terenziana, ma anche tra largo Anconetta e via San Polo. Rilevando anche come la “macchia di leopardo“ intacchi taluni punti e altri meno. Oltre a ciò, esistono anche delle situazioni che potrebbero risultare pericolose, vedi il “buco“ d`asfalto che si è creato a ridosso del semaforo sito all`intersezione tra largo Anconetta e via Terenziana. Punto critico anche per i pedoni, posto che il semaforo di attraversamento da un lato all`altro della strada principale risultava ieri spento. I residenti reclamano dunque maggiore cura nella manutenzione seppur da tempo Comune e Provincia paiono tesi ad ampliare quanto più possibile i collegamenti ciclopedonali. Giusto a fine ottobre il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, aveva ipotizzato la creazione di una pista ciclabile ininterrotta da Marina Julia a Villesse. L`ente pubblico, infatti, ha allo studio un progetto per estendere l`attuale circuito ecologico oltre i confini comunali, in modo da consentire agli sportivi di percorrere in totale sicurezza distanze maggiori e di arrivare fino a Sagrado e Villesse. La quota di investimento fissata va da 1 a 2 milioni di euro. “Non credo ci saranno grossi problemi – aveva dichiarato Gherghetta – perché esistono due soli punti critici, ovvero la linea ferroviaria del San Polo e il tratto ristretto di Redipuglia, situato davanti al sacrario“. Nel primo caso, però, l`ostacolo verrà rimosso con la creazione del sottopasso, quindi la strada risulterà definitivamente spianata. L`obiettivo finale sarà quello di creare una rete ciclabile che congiunga Grado con Villesse. Potrebbero volerci, a occhio e croce, cinque anni e se, come è mia intenzione, l`idea andrà in porto, dovremo modificare il piano provinciale delle piste ciclabili. Inutile sottolineare quanto guadagneremo da una tale operazione, che ci metterà alla stessa stregua delle più importanti capitali europee“. Ma il tracciato del percorso ciclabile, che oggi parte da Marina Julia, potrebbe ulteriormente allungarsi inglobando anche i confini del territorio triestino. Il Comune di Duino Aurisina, infatti, si era recentemente appellato all`ente provinciale per ottenere il congiungimento della pista monfalconese con quella locale, in modo da collegare i piccoli ma assai frequentati stabilimenti balneari con la città dei cantieri. Questo perché, specie d`estate, si assiste a un vero e proprio esodo di persone che si recano in spiaggia in bicicletta.
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