8 Settembre 2015

Piscopio, la comunità decisa a mobilitarsi per salvare l’ ufficio postale

Piscopio, la comunità decisa a mobilitarsi per salvare l’ ufficio postale

Raffaele Lopreiato La comunità di Piscopio scende in campo con maggiore decisione per ribadire il proprio “no” alla chiusura dell’ ufficio postale. La decisione di Poste Italiane, operativa dallo scorso 31 agosto, a seguito dell’ ordine perentorio impartito dalla direzione regionale di non alzare le saracinesche degli uffici di via Emilia, ha creato sconcerto e disapprovazione ma certo non rassegnazione nella popolazione interessata. Anche per via degli evidenti disagi che si stanno appalesando per gli utenti, in particolare gli anziani, costretti a recarsi presso gli sportelli del capoluogo per ogni tipo di operazione a partire dalla riscossione del la pensione. E proprio per ribadire la volontà di continuare con ogni mezzo la «sacrosanta battaglia contro l’ ennesimo irresponsabile tentativo di spoliazione del territorio», nella serata di domenica scorsa una partecipata assemblea pubblica si è svolta nei locali della casa della cultura “Ettore Capialbi”. A promuoverla, l’ ex consigliere regionale ed attuale coordinatore regionale di “Campo Democratico” Pietro Giamborino e la consigliera comunale Carmela Valia. Entrambi in prima linea sin dal primo momento in difesa di un servizio di primaria importanza per i loro concittadini, hanno così voluto fare il punto della situazione ribadendo altresì la necessità delle altre iniziative che a breve si andranno ad intraprendere. Come primo passo, nel corso dell’ incontro si è deciso all’ unanimità dei presenti di costituire un comitato civico a favore dei diritti fondamentali del cittadino con la contestuale nomina a presidente di Paolo Zaccaria. Tra le primissime iniziative che il neo costituito comitato andrà ad intraprendere, la formalizzazione della raccolta di firme a suo tempo già avviata contro la sop pressione dell’ ufficio postale. Alle iniziative del comitato, che come è stato evidenziato gode anche del sostegno del sindaco Elio Costa, fornirà adeguato supporto l’ ufficio legale del Codacons già operativo per la predisposizione dei relativi atti finalizzati alla presentazione di un ricorso al Tar con il quale si chiederà la sospensione degli effetti di questa che è stata bollata come una “decisione capestro”. Il processo di razionalizzazione della rete degli uffici periferici di Poste Italiane, lo ricordiamo, non sta interessando solo la Calabria, ma l’ intero Paese. Oltre trecento sono infatti gli uffici cosiddetti “minori” sui quali si è abbattuta la scure dei tagli indiscriminati operati dai vertici aziendali. Si tratta di decisioni fortemente avversate in tutte le regioni interessate con la conseguenza di decine di ricorsi presentati ai rispettivi Tar. Nel vibonese, a suscitare qualche timida speranza sul positivo esito della battaglia, la vicenda relativa all’ ufficio della frazione Caria di Drapia con la decisione del Tar Calabria che con sentenza motivata procedeva all’ annullamento del provvedimento soppressivo precedentemente disposto da Poste Italiane. Non è la prima volta che a Piscopio la comunità si mobilità a difesa dei diritti dei cittadini e del territorio a cominciare dalle lotte contro il dissesto idrogeologico e dello stato di abbandono in cui per anni il paese è stato lasciato.

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