8 Marzo 2014

Pisapia tranquillizza: a Palazzo Marino già tornati in cassa oltre 450 milioni

Pisapia tranquillizza: a Palazzo Marino già tornati in cassa oltre 450 milioni

MILANO – Benedetto quel 22 marzo del 2012, quando nella Sala giunta del Comune di Milano si svolse un pomposo e complicato «cerimoniale» richiesto dai mercati. In collegamento con Francoforte, Londra e New York, il vicesindaco Maria Grazia Guida diede l’ ok alla quotazione sui tassi di interesse dei derivati. Immediatamente dopo il direttore generale Davide Corritore pronunciò la frase «The city says done» che rese effettiva ed esecutiva l’ operazione sui mercati di tutto il mondo. In quel preciso istante, nelle casse di Palazzo Marino entrarono 455 milioni di euro, frutto della transazione extragiudiziale tra il Comune e le quattro banche sull’ affaire derivati. Se quell’ operazione – criticata ai tempi da centrodestra e parte del centrosinistra – non si fosse conclusa, oggi il Comune si ritroverebbe con un cerino spento in mano. Ha buon gioco, allora, il sindaco Giuliano Pisapia, a rivendicare la bontà di quella scelta: «Chi ha criticato l’ accordo del 2012 dovrebbe invece ringraziare questa amministrazione che non solo ha posto fine, come avevo già affermato allora, a un contenzioso iniziato anni prima (i derivati furono accessi dall’ allora giunta Albertini, ndr ), ma ha anche trovato una soluzione economicamente vantaggiosa indipendentemente dall’ esito del processo. Abbiamo tutelato al meglio gli interessi del Comune e dei milanesi». Conclusione: «L’ accordo non viene in nessun modo modificato dalla decisione di oggi». Detto in altri termini: anche se i giudici hanno assolto le banche dal reato di truffa non ci potrà essere nessuna rivalsa economica su Palazzo Marino. I soldi restano in cassa. Ma quella di ieri è stata soprattutto la giornata di Corritore. È stato lui, prima da consigliere (denunciando l’ affaire derivati) e poi da direttore generale, a gestire la complessa trattativa con le banche: ritiro dell’ azione di parte civile del Comune in cambio della rinegoziazione del debito. «Un’ operazione che ha portato nelle casse del Comune 455 milioni, adesso aumentati di altri 50 perché i Btp a lunga scadenza hanno generato solo in questo biennio una plusvalenza di 50 milioni di euro e il Pacchetto Italia ne genererà 12 all’ anno fino al 2035. È stata un’ operazione lungimirante». Soddisfatte dell’ assoluzione le quattro banche coinvolte. Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan. «Più di questo, ci sono solo le scuse», commenta uno dei legali di Ubs, Fabio Cagnola. «La sentenza conferma che Deutsche Bank e i suoi dipendenti hanno agito correttamente e nel rispetto della legge» scrive l’ istituto di credito tedesco. Meno soddisfatte le associazioni dei consumatori: il Codacons chiede di vietare per legge le operazioni sui derivati agli enti pubblici. E ancor meno soddisfatto il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo: «Se l’ operazione fosse stata perfetta perché le banche hanno dato 455 milioni al Comune? I derivati hanno messo in crisi tutti gli enti locali. Quindi è fondamentalmente un’ operazione sbagliata. Ancor più sbagliata se non c’ è stato un raggiro delle banche ai danni dei funzionari comunali. Vuol dire che l’ operazione era stata concordata tra istituti di credito e amministratori e quindi non solo è stato fatto un atto amministrativo sbagliato, ma anche un grande errore politico». Maurizio Giannattasio.

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