Pisapia rifila al Dalai Lama il premio di Sting
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fonte:
- Libero
Sembrava brutto accogliere
il Dalai Lama a mani
vuote. Gli avevano promesso
la cittadinanza onoraria, ma è
bastata una telefonata dei cinesi
per bloccare tutto. Così, il
sindaco ha avuto un’illumina –
zione e gli ha dato il premio di
consolazione: un medaglione
pacchiano che starebbe bene
al collo di un rapper di Los
Angeles. L’onorificenza si
chiama “Sigillo della Città” e
vanta precedenti di spicco come
Sting, Lenny Kravitz e
Renzo Arbore. Dopo una sfilza
di cantanti, viene utilizzata
per premiare un leader spirituale.
Sulla mensola del suo
salotto, accanto al Premio Nobel
per la Pace, il Dalai Lama
potrà mettere in mostra il prestigioso
riconoscimento donato
dal sindaco di Milano.
SUBITO AMICI
Chissà come avrà dormito
Giuliano Pisapia la notte prima
dell’incontro. Chissà se
sarà riuscito a chiudere occhio
al pensiero di conoscere
il suo idolo personale. Il commissario
Rex e Paperoga, altre
figure ammirate dal sindaco,
difficilmente saranno invitate
a Palazzo Marino. Così la visita
del monaco tibetano assume
i contorni di “momento
atteso da una vita”. La mano
di Pisapia trema mentre legge
il discorso di accoglienza in
Consiglio comunale. Il Dalai
Lama gli aggiusta il microfono,
sembra incoraggiarlo con i
suoi sorrisi. Poco prima, i due
hanno avuto un colloquio privato,
faccia a faccia. Il primo
cittadino gli racconta dei suoi
viaggi in India, delle sue notti
ospite nei monasteri buddhisti
e di quella volta che visitò
la Collina dei templi in Gujarat.
«Tremila scalini: io sono
salito fino in cima, lui mi ha
detto che è arrivato a metà e
poi è sceso», racconta Pisapia.
Quando si trova davanti
un’autorità religiosa, il sindaco
non riesce a evitare gli
aneddoti. Con Benedetto XVI
cercò di instaurare un feeling
raccontando di essere un fan
del commissario Rex. Con il
Dalai Lama gioca la carta
dell’amore per l’Asia, dei suoi
viaggi in India. «Siamo diventati
amici, è nata una grande
amicizia», rivela poi Pisapia.
LA VISITA
Tenzin Gyatso, quattordicesima
reincarnazione del Dalai
Lama, è arrivato in Piazza della
Scala intorno alle dieci. Pochi
curiosi, forze dell’ordine
schierate. Una bandiera cinese
sventola da una finestra
della Galleria. Non è l’unica
manifestazione di dissenso.
Davanti a Palazzo Marino una
ventina di militanti del Pdl
protesta contro il sindaco. Un
grande striscione recita: «Pisapia
vergogna. I diritti civili
non si svendono». Anche la
Lega è in piazza, vengono distribuiti
volantini che ironizzano
sulla cittadinanza negata
al leader tibetano. L’ingresso
in Aula è stato salutato da
molti flash. Il vicesindaco Maria
Grazia Guida indossa una
sciarpa bianca tibetana in segno
di saluto, i consiglieri leghisti
espongono una bandiera
del Tibet. Il Dalai Lama
prende la parola. Un discorso
di quasi mezzora, centrato sui
temi della felicità, della non
violenza e del rispetto delle
diversità. Al termine del breve
intervento, tutti i consiglieri si
sono alzati in piedi per una
standing ovation. Dopo aver
parlato in Aula, il Dalai Lama
ha ricevuto i regali del sindaco.
Oltre al “Sigillo della Città”,
onorificenza discrezionale
del primo cittadino che non
necessita di essere approvata
dal consiglio comunale, il sindaco
ha donato un libro fotografico
su Milano e uno sul
Castello Sforzesco. La permanenza
in città del leader tibetano
continuerà fino a giovedì.
NUOVE POLEMICHE
Nel pomeriggio, la Lega ha
chiesto di nuovo la discussione
in aula sulla cittadinanza
onoraria. Messa ai voti, la proposta
è stata bocciata. Intanto,
il Codacons ha annunciato
un ricorso al Tar della Lombardia
contro la decisione di
non concedere l’onorificenza.
«Il comportamento dell’am –
ministrazione milanese è censurabile
e costituisce un abuso
», spiega l’associazione dei
consumatori. Ma il sindaco
non ci sta. «Non credo che
siamo stati poco coraggiosi. Il
Dalai Lama mi ha detto che
quello che abbiamo fatto è il
meglio che potevamo fare. Mi
aspetta a breve in Thailandia
o in India per continuare il
dialogo», ha dichiarato Pisapia.
L’amicizia è scoccata davvero.
Bisogna capire se i cinesi
gli daranno il permesso per
andare a trovare il monaco in
esilio.
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