19 Gennaio 2015

Pisapia: «Nozze gay, chi mi denuncia fa un autogol»

Pisapia: «Nozze gay, chi mi denuncia fa un autogol»

l’ anci difende il sindaco indagato: mancano i presupposti di reato. e il codacons attacca il prefetto tronca.

«Un autogol». Così il sindaco Giuliano Pisapia ha definito la denuncia ricevuta sul tema delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all’ estero. Una posizione condivisa anche dall’ Associazione dei Comuni (Anci) che fa sapere come «non esistano i presupposti per un reato» per i sindaci che non abbiano cancellato le trascrizioni delle nozze. Anche il Codacons interverrà oggi, denunciando il prefetto Francesco Paolo Tronca per «abuso d’ ufficio». Si riavvolga il nastro: sabato pomeriggio, il sindaco Pisapia rivela il procedimento penale avviato dalla Procura nei suoi confronti per «omissione di atti di ufficio» come già avvenuto con il sindaco di Roma Ignazio Marino, denunciato dall’ associazione di avvocati cattolici Giuristi per la vita. Alla firma in prima persona del sindaco, in quanto «ufficiale di governo», della trascrizione all’ anagrafe di una dozzina di matrimoni («Un atto dovuto e non politico» per Pisapia), si oppose una circolare inviata dal Viminale, a ottobre, con cui il ministro Angelino Alfano chiedeva ai sindaci la cancellazione delle trascrizioni e, nel caso non accadesse, l’ annullamento d’ ufficio per mano dei prefetti. Circolare definita «blasfema» da Pisapia (che ieri ha aggiunto di «pensarne tutto il male possibile»), dopo aver spronato i democratici a un appello al premier Renzi per revocarla. Pisapia non dà seguito al successivo decreto prefettizio con l’ ordine di cancellazione, incorrendo così nella denuncia per omissione: «Sono convinto che chi ha fatto denuncia abbia fatto un autogol» replica. Spiega il segretario generale dell’ Associazione dei Comuni, Veronica Nicotra: «Non capisco la posizione della Procura perché l’ ordinamento già prevede il da farsi. Almeno su un punto, infatti, la circolare del Viminale è chiara: qualora il sindaco sia inerte rispetto alla richiesta di cancellazione, interviene l’ annullamento d’ ufficio. Che però non deve essere fatto dal soggetto inerte ma dal prefetto». Per l’ Anci, insomma, «non esistono neppure i presupposti del reato». Se l’ ipotesi si rivelasse infondata, spiegano i legali della comunità lgbt di Rete Lenford, «Pisapia potrebbe procedere contro gli autori per calunnia». Intanto – oltre ai ricorsi al Tar di Palazzo Marino e coppie omosessuali verso il decreto del prefetto Tronca – anche il Codacons denuncerà oggi il prefetto per «abuso di atti d’ ufficio». «Pisapia ammetta di aver fatto un errore» attacca l’ opposizione con Riccardo De Corato di Fratelli d’ Italia, mentre il segretario provinciale del Pd, Pietro Bussolati, difende il sindaco: «De Corato si occupi di altro, noi appoggiamo Pisapia». Giacomo Valtolina.

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