Pisano, nuovo incontro all’ Asi per il trasferimento
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fonte:
- La Città di Salerno
Tutti fermi sulle proprie posizioni, ma in pace, senza alimentare tensioni inutili. I membri del comitato “Salute e Vita”, in attesa dell’ incontro con tutte le parti in causa che questa mattina si terrà presso la sede dell’ Asi, l’ Area per lo sviluppo industriale, tornano sulla polemica con il Codacons dopo che questi aveva chiesto la chiusura delle Fonderie Pisano. Un provvedimento che se per il vicepresidente nazionale dell’ associazione di consumatori, Matteo Marchetti, rappresenta l’ unica opzione, per il comitato, ad oggi e considerando i grandi passi fatti in avanti, rappresenterebbe esclusivamente un passo indietro. Ad intervenire questa volta per il comitato è Massimo Calce, membro storico insieme a Lorenzo Forte e ad Anna Risi. «Anche noi del comitato, all’ inizio, eravamo più che convinti che l’ unica soluzione al problema dell’ inquinamento atmosferico nella Valle dell’ Irno fosse la chiusura delle Fonderie Pisano – racconta Calce – Col tempo abbiamo capito che questa visione era data dalla rabbia che proviamo per una struttura che ci rende ancora oggi la vita impossibile. Abbiamo capito che la nostra strategia era la più difficile ma anche la più giusta. La delocalizzazione è la scelta più realistica da compiere perché crea un fronte unico e, nonostante sia la strada più difficile, è anche quella che può accontentare tutte le parti». Opinioni e punti di vista differenti però non sempre sfociano in polemica. L’ esempio è quello di Massimo Lauria, ex membro del comitato che, alla notizia della scelta per la delocalizzazione presa dagli altri membri, ha deciso di defilarsi: «io sono ancora per la chiusura delle fonderie, è per questo che ho deciso di andarmene dal comitato perché penso che non ci siano altre soluzioni al momento. Senza rancori né clamori. Nel 2006 si parlò lo stesso di delocalizzazione, ma non se ne fece nulla. Un plauso andrà al comitato se riuscirà nell’ impresa, ma fino ad allora la chiusura sarà la mia prima scelta». Da Forte infine arriva l’ invito ad abbassare i toni: «iIl nostro appello verso tutti è ad essere più responsabili. Chiedere una chiusura di un’ attività industriale porta a mettere contro cittadini e lavoratori e a creare una guerra tra poveri che non serve a nessuno. Senz’ altro rispettiamo tutti i punti di vista, sperando che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi nel frattempo continueremo per la nostra strada». Emilio D’ Arco ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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