3 Giugno 2001

“Piramide“, centinaia di truffati. «Metti 10 milioni…»

?Piramide?, centinaia di truffati. «Metti 10 milioni…»

Il meccanismo consiste nel versare un capitale iniziale che, nelle premesse di tale operazione, dovrebbe moltiplicarsi in funzione del numero di persone che, come una catena, si riesce a coinvolgere. «È una delle truffe più ignobili – attacca Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – che nella nostra regione continua a far registrare casi su casi. Queste società agiscono attraverso una rete di persone che poi si trovano ad allargare il giro di “contatti“ coinvolgendo amici e parenti». Sfruttando dunque la fiducia e l?ingenuità di uomini e donne che vengono “abbindolati“ con la promessa di raddoppiare o triplicare i propri guadagni. Scopo di queste organizzazioni infatti è quello di coinvolgere più gente possibile, preparando, come racconta la Falcinelli, situazioni “ad hoc“: «Per entrare nel giro si viene invitati ad incontri durante i quali alcuni soggetti iniziano veri e propri show, raccontano del loro tenore di vita, dichiarando di guadagnare chissà quanto. Con lo staff, una sorta di esercito in divisa (sembrano dei cloni), tutto preso ad applaudire ed esaltarsi».
Una ragnatela che, nonostante gli avvertimenti e i precedenti, continua ad attirare ancora prede. Infatti, dopo una serie di denunce, segnalazioni e indagini svolte anche con il supporto del Codacons, pochi mesi fa, per una di queste società è piombata una condanna per truffa. Ma dire che tale sentenza abbia fatto giustizia, è un eufemismo: la società punita infatti, a fronte di un giro d?affari di qualche miliardo, aveva un capitale sociale di soli venti milioni. Il risultato? Nessuno dei truffati è riuscito ad avere un minimo risarcimento. E tra i sottoscrittori di queste piramidi finanziarie ci sono anche 12 umbri, truffati nel complesso per un centinaio di milioni. Dopo essere stati sedotti dall?idea del guadagno facile infatti, si sono ritrovati con un pugno di mosche. «Quando abbiamo visto questi documenti – racconta Carla Falcinelli – abbiamo constatato che si tratta di contratti molto “nebulosi“, nei quali non vengono specificati né l?oggetto, né le condizioni. Le persone firmano ma in realtà non sanno cosa acquistano; sono contratti aleatori a tutti gli effetti».

Chi invece manovra tali operazioni, sa bene dove andare a parare, scegliendo con malizia i propri “bersagli“: persone in difficoltà, disoccupate o scontente del loro attuale impiego. Ma anche professionisti e dipendenti pubblici. «Un signore di Cascia – racconta la Falcinelli – aveva accettato perché aveva da poco perso il lavoro e aveva intravisto il miraggio di un?attività redditizia. Un architetto di Foligno è rimasto incastrato nella “piramide“ per fare un piacere ad un amico, perdendo circa 8 milioni di lire». Una signora di Perugia invece è riuscita a recuperare 3-4 milioni solo perché aveva convinto un?amica a firmare. Poi, la persona che aveva aderito è receduta e la “finanziaria“ ha preteso la restituzione dei soldi: «Ci siamo opposti con molta fermezza e almeno quell?importo siamo riusciti a salvarlo».

L?iter che porta alla conclusione di simili “operazioni finanziarie“, spesso nasconde altre scorrettezze. «Oltre a firmare un contratto ambiguo – denuncia il Codacons – le persone vengono convinte a lasciare anticipi in denaro. Perpetrando un grave condizionamento della libertà contrattuale del contraente cui, trattandosi di “vendite fuori dai locali commerciali“, sono concessi 7 giorni per recedere». Ora, dopo alcune condanne per truffa, le persone si sono dimostrate un po? più prudenti, ma la trappola, come avverte Carla Falcinelli, è sempre dietro l?angolo: «Bisogna fare attenzione perché queste ditte sono come scatole cinesi. Cambiano nome ma dietro ci sono sempre gli stessi personaggi, gli stessi meccanismi e gli stessi risultati».

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