15 Ottobre 2017

Piovono esposti contro i vaccini Il passaparola avviene via chat

Viaggia sulle chat di WhatsApp, e sui social, la protesta contro i 10 vaccini resi obbligatori con la legge 73 del 2017, da somministrare dai 0 ai 16 anni. Ci sono chat per le mamme e altre per i papà, divise per fasce di età dei loro figli e per comune di residenza, che girano non solo nella provincia di Verona, ma a livello nazionale. Questa comunità virtuali si scambiano articoli, dati aggiornati o testi ma soprattutto informazioni sul contenuto dell’ esposto da inoltrare alla Procura della Repubblica, anche attraverso i carabinieri.Oltre che da alcuni comuni dell’ Est veronese, esposti sono stati presentati anche a Bussolengo, Cavaion e Sant’ Ambrogio. Un gruppo di una ventina di mamme di Sant’ Ambrogio si dice molto preoccupata per l’ obbligatorietà delle vaccinazioni. «Temiamo molto per la salute dei nostri bambini. Solo da noi c’ è una situazione così: ad esempio in Lituania, la Corte ha stabilito che la legge sull’ obbligo dei vaccini è incostituzionale. Ci siamo informate con documentazioni mediche, leggendo libri ed articoli, guardando i bugiardini delle varie aziende farmaceutiche e quello che è emerso è veramente allarmante», dicono le mamme. «Come si vede dai bugiardini delle singole ditte farmaceutiche, nei preparati per le sospensioni iniettabili, sono presenti diversi metalli pesanti in quantità alte e quindi persistenti, come alluminio, fosfato di alluminio, formaldeide, polisorbato 80, mercurio, titanio, per citarne alcuni; per non parlare delle nanoparticelle che vanno a finire nel sangue. Leggendo poi le avvertenze, a parte la febbre a 40 gradi, il vaccino può procurare al bambino collasso o stato di shock e convulsioni, epatiti o poliomielite, disturbi legati al deterioramento delle funzioni intellettive, in alcuni casi anche la morte. Da giugno si sono registrate morti di bambini in Italia appena vaccinati, ma non viene data la notizia perché, dicono, il collegamento non è dimostrabile». Insomma, secondo questi gruppi di genitori, ogni bambino, prima di essere vaccinato, dovrebbe essere accuratamente visitato per valutare se può sopportare le vaccinazioni senza conseguenze gravi e se possa non essere, seppur vaccinato, un responder e dunque non immunizzato.«Sono cinque i punti in cui si articola l’ esposto di 21 pagine, corredato da diagrammi e dati dello stesso ministero della Sanità, dell’ Iss (Istituto Superiore della Sanità), di Codacons e Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), con riferimento alle reazioni avverse», spiega Anna, «innanzitutto denunciamo alcune dichiarazioni del ministro Lorenzin per procurato allarme. Il motivo che ha portato alla decretazione d’ urgenza, sarebbe l’ aumento di casi di morbillo in Italia, un’ epidemia addirittura mentre, secondo i dati Istat, si tratta di un’ incidenza fisiologica. Affermazioni smentite, come l’ allarme procurato a Gardaland o i dati dell’ Inghilterra. Per alcune malattie la mortalità è zero o inferiore all’ 1 per cento, altre sono scomparse in Italia da molti anni (poliomielite e difterite) e altre ancora non sono trasmissibili per via aerea (tetano ed epatite B). Non si capisce il carattere di urgenza per casi così rari, tale da imporre dieci vaccinazioni più due». Nell’ esposto si tratta anche della spesa pubblica, dei procedimenti giudiziari a seguito delle reazioni avverse e dell’ esistenza di conflitti di interesse. G.G.

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