Piove nel nuovo palazzo della Regione Infiltrazioni dopo le plafoniere d’ oro
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Piove all’ interno della nuova sede della Regione Puglia. Sembra non esserci pace per l’ edificio di via Gentile, a Bari, che il 31 gennaio dovrebbe ospitare la prima riunione di una commissione regionale: il trasferimento di pc e arredi da via Capruzzi è in corso ma, ieri mattina, gli operai hanno dovuto prendere stracci e secchi per asciugare una enorme pozzanghera che si era creata all’ ingresso dell’ aula consiliare. È bastata, quindi, una pioggia invernale, seppure battente, a provocare delle infiltrazioni dal tetto della struttura di vetro ancora non inaugurata ufficialmente. Nulla di irrimediabile, ma i consiglieri si interrogano su come sia stato possibile che un edificio nuovo di zecca soffra già di questi problemi. Un imprevisto che si aggiunge alle polemiche sui costi di realizzazione dell’ opera, sull’ affidamento degli appalti e la loro gestione indagano Procura di Bari, Corte dei Conti e guardia di finanza. «Si potrebbe dire, per sdrammatizzare: palazzo bagnato, palazzo fortunato, ma speriamo solo per problemi transitori e superabili», commentano i consiglieri regionali di Direzione Italia, Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini. «Le forti piogge criticano – stanno mettendo già a dura prova il nuovo edificio della Regione che sta per diventare operativo nella prossima settimana con le prime commissioni giovedì 31 gennaio. Le immagini che mostrano l’ ingresso allagato danneggiano non solo la nuova struttura, ma l’ immagine della Puglia e della politica pugliese». La struttura di via Gentile ha guadagnato le cronache nazionali per le ormai famose 1.600 plafoniere d’ oro costate 637 euro l’ una. Il pm Savina Toscani, dopo gli esposti del M5S e del Codacons, ha incaricato la guardia di finanza di acquisire la documentazione per accertare se le procedure seguite sono state corrette: al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati e non è ipotizzato alcun reato. L’ inchiesta penale, però, non si limita all’ appalto relativo alle plafoniere ma mira a verificare i costi di realizzazione dell’ intera opera. Ogni gara sarà passata al setaccio, al momento si tratta di una indagine conoscitiva. I finanzieri hanno acquisito dagli uffici della Regione la documentazione necessaria a ricostruire l’ iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’ appalto, le varianti e gli eventuali aumenti degli stessi. Parallelamente, anche la Corte dei Conti ha acceso i suoi fari ipotizzando un possibile danno erariale di circa 600mila euro, i magistrati contabili attendono una informativa dalla guardia di finanza che è ormai pronta. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, le modalità utilizzate per la perizia di variante per le 1.600 avrebbe comportato uno spreco di oltre mezzo milione di euro di fondi pubblici. Nel caso delle 1.600 plafoniere a led, necessarie per sostituire i neon previsti dal progetto appaltato nel 2010, il problema non risiederebbe nel costo in sé della fornitura (non i 637 euro l’ una delle plafoniere Regent, ma i 341 euro effettivamente spesi per quelle prodotte dalla austriaca Zumtobel), quanto piuttosto nelle spese accessorie. Trattandosi di un appalto «a corpo» (nel quale la Regione acquista l’ edificio chiavi in mano), la legge prevede un meccanismo ben preciso per le varianti in corso d’ opera, che al costo del bene (indicato dalla direzione lavori in base ai listini) somma poi le voci relative a trasporto, noli, manodopera degli operai, oneri per la sicurezza, il 15% di spese generali e l’ utile d’ impresa, da depurare del ribasso d’ asta offerto in sede di gara dall’ impresa appaltatrice (nel caso specifico, il 41,75%) e da assoggettare a Iva. L’ ipotesi della finanza è che nonostante la scelta sia caduta su un modello più economico rispetto a quello inizialmente scelto, il ricorso a questo meccanismo di variante abbia comunque prodotto una spesa inutile, pari a circa il 50% del totale. V.Dam.
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