24 Dicembre 2017

Piove? Cittadini fuori dalle case

di ANDREA TRAPASSO CARAFFA DI CATANZARO – Ogni qualvolta la Protezione Civile diramerà un bollettino di allerta meteo, i cittadini saranno costretti ad abbandonare abitazioni e aziende. È sostanzialmente questo il contenuto di un’ ordinanza del sindaco di Caraffa, comune alle porte di Catanzaro, e riguardante diverse località del territorio messe a rischio da alcuni corsi d’ acqua, resi pericolosi a causa del mancato intervento degli enti preposti. Un’ ordinanza che ha sollevato diverse polemiche, a partire dal Codacons che, stigmatizzando l’ atteggia mento “arrendevole” del primo cittadino caraffese, ha impugnato l’ ordinanza, giudicata lesiva dei diritti dei cittadini. Ma andiamo con ordine. Con l’ ordinanza n. 48 dello scorso 23 novembre, il sindaco di Caraffa, Antonio Giuseppe Sciumbata, ha disposto che, durante i periodi di attivazione degli stati di allerta meteo di tipo “M2 (possibili precipitazioni intense) e livello di Allerta 2 (elevata -moderata) e 3 (elevata), ad alcuni cittadini elencati (e comunque chiunque occupi materialmente a qualsiasi titolo gli immobili) sia vietato il divieto di permanenza in qualsiasi tipo di edificio in prossimità degli alvei dei torrenti Fallaco e Usito e nelle località Malucane, Fallaco e Fiego/Bombardone. Tutto ciò, per il rischio di tracimazione dei torrenti, allagamenti e smottamenti di terreno. Tuttavia, in premessa, il sindaco evidenziava di aver più volte Il sindaco di Caraffa, Sciumbata sollecitato le competenti autorità sovracomunali (il primo cittadino cita Calabria Verde e Consorzio di Bonifica), ad «attuare un intervento risolutivo», ma che gli stessi enti «non garantiscono la piena attività preventiva e l’ attuazione di interventi anche strutturali, ove necessari». In più, si legge ancora, «il Comune ha eseguito alcuni interventi, ma non si è potuto spingere oltre, sia per le notevoli spese, sia per alcune “stringenti normative regionali” che non consentirebbero la sostituzione di un pontino con un altro che permetterebbe un miglior deflusso delle acque». Di «una storia di ordinaria follia», parla invece il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto. «Il sindaco – si legge in una nota – certifica l’ inef ficienza della Pubblica Amministrazione, ma non trova di meglio che alzare ban diera bianca. Un atteggiamento “pilatesco” che dev’ essere duramente censurato. Purtroppo – prosegue – l’ Amministrazione, invece di pretendere, ovvero di imporre, l’ esecuzione degli interventi e delle opere finalizzate a scongiurare pericoli per l’ incolumità dei residenti non trova di meglio che adottare una Ordinanza “contingibile e urgente” per allontanare i cittadini dalle loro abitazioni. Emettere un’ ordinanza perché d’ inverno piove appare, sinceramente, una follia». Di Lieto annuncia dunque di aver provveduto ad impugnare quest’ ordinan za, «in segno di doveroso rispetto per la dignità dei cittadini», chiedendo al sindaco di Caraffa «un incontro per ottenere, in autotutela, l’ immediata revoca dell’ Or dinanza e, in caso di disponibilità, saremo pronti a far fronte comune con la sua amministrazione contro chi, in questi anni, ha mortificato il territorio di Caraffa». Ma non è finita qua. «Poiché siamo davanti un disinteresse per il territorio e per i cittadini – con clude Di Lieto – il Codacons ha presentato una denuncia in Procura affinché si proceda per tutte quelle intollerabili omissioni, così come sono state riconosciute nell’ ordinanza sindacale, che vanno dal disinteresse di Calabria Verde a quello del Consorzio di Bonifica. Veri e propri fenomeni di inefficienza».

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