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2 Gennaio 2002

Pioggia di vetri rotti a S. Marco

A ruba le bottiglie di spumante vendute abusivamente dagli ambulanti extracomunitari, poi il pericolosissimo gioco

Pioggia di vetri rotti a S. Marco

Ventimila persone festeggiano in Piazza in barba ai divieti

VENEZIA. C`erano quasi ventimila persone anche quest`anno in piazza San Marco a festeggiare il 2002. Nonostante appelli e divieti sono scoppiati centinaia di botti e un vero e proprio tappeto di vetri è stato creato da migliaia di bottiglie di vetro lanciate in aria.

Erano una quarantina, tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani, gli appartenenti alle forze dell`ordine a controllare i festeggiamenti e anche grazie a loro non è stato registrato alcun grave incidente. Soltanto un ferito lieve, a causa di un botto scoppiato vicino. Ma con quelle bottiglie che volavano per rompersi con fragore a terra spargendo pezzi di vetro ovunque, soprattutto di fronte alla basilica di San Marco, poteva andare peggio. I primi sessanta netturbini di Vesta sono entrati in servizio intorno alle due e hanno cominciato subito a ripulire quando ancora in piazza c`erano molti giovani. Alle 6 hanno cominciato a lavorare altri novanta operatori, che oltre a dare una mano ai colleghi già impegnati nei punti caldi (oltre che a San Marco, a Rialto, a Piazzale Roma e nei pressi della stazione feroviaria), hanno ripulito l`intera città, zone periferiche comprese, tanto che già all`alba il Capodanno sembava trascorso da giorni.

Il comandante dela Polizia municipale Francesco Vergine, il 31 dicembre, aveva firmato un`ordinanza che proibiva a bar, ristoranti e chioschi di Piazza Ferretto, dell`area Marciana, di Piazzale Roma e della Lista di Spagna di vendere alcolici da portare via dalle 21 alle 6, ma non c`era veneziano o turista che la notte scorsa non avesse una bottiglia di spumante in mano a San Marco. A venderle ci hanno pensato innanzitutto gli ambulanti extracomunitari, che si sono riconvertiti velocemente: invece di smerciare rose, fazzoletti, accendini o altro, a San Sivestro hanno girato con zaini stracolmi di bottiglie di spumante e le hanno piazzato a ventimila lire l`una. In tanti, poi, se le sono portate da casa o dal ristorante, dove avevano cenato in locali magari esterni alle tre zone del divieto. Poliziotti, vigili e carabinieri hanno potuto fare davvero poco di fronte a quella marea alcolizzata: hanno cercato di limitare i danni alle persone e ai monumenti. Tanto più che il divieto riguardava la vendita, non il trasporto di alcolici.

Anche i vigili del fuoco hanno avuto il loro bel da fare. Sono stati costretti, lungo l`intera notata, ad una decina di interventi, a San Polo, a San Giacomo dall`Orio, in campo San Bartolomeo e a San Lio, per spegnere i piccoli incendi scoppiati nei cassonetti o nei cestini dell`immondizia a causa dei petardi lanciati o lasciati appositamente all`interno.

Visto come è andata, ieri, l`avvocato Mario d`Elia per conto dell`associazione consumatori Codacons, in previsione del Carnevale, ha chiesto al sindaco Paolo Costa di introdurre il divieto di accesso in piazza San Marco con bottiglie di vetro, indipendentemente dal loro contenuto alcolico o meno. Secondo d`Elia nella notte di San Silvestro «il cuore di Venezia è stato oltraggiato da botti di estrema violenza e da bottiglie di vetro che sono state appositamente frantumate in mille cocci». Visto che il primo cittadino non ha raccolto il suo invito, quello di proibire i botti come altri sindaci, l`avvocato veneziano chiede l`intervento del ministro per i Beni culturali in modo da vietare qualsiasi manifestazione che possa mettere a rischio il patrimonio monumentale.

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