4 Febbraio 2015

Pioggia di riti abbreviati tre politici rischiano il seggio

Pioggia di riti abbreviati tre politici rischiano il seggio

TRIESTE – Pioggia di riti abbreviati nell’ ambito delle scelte processuali comunicate ieri mattina dalle difese nel corso dell’ udienza preliminare del processo per i rimborsi «allegri» (350mila euro) che vede 22 imputati tra ex ed attuali consiglieri regionali. A richiedere l’ abbraviato (che nel caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena che viene inflitta) sono state le difese degli ex Pd Gianfranco Moretton, Sandro Della Mea, Alessandro Tesini, degli ex Pdl Daniele Galasso, Maurizio Bucci, Piero Camber, Gaetano Valenti, Massimo Blasoni, Antonio Pedicini, Everest Bertoli (collaboratore di Camber aveva accompagnato 17 persone ad una convention a Bruxelles) e Piero Tononi. Rito ordinario per Elio De Anna (rieletto e ora in Forza Italia), Daniele Gerolin (rieletto nel Pd), gli ex leghisti Ugo De Mattia, Federico Razzini, Enore Picco, la rieletta Mara Piccin (ora Gruppo Misto) che ieri mattina ha voluto essere presente in Procura a Trieste, l’ ex Misto Roberto Asquini e Paolo Iuri (l’ allora compagno di Mara Piccin che si è visto affidare una consulenza da 5mila euro in tema di trasporti). Tre patteggiamenti: quello già noto dell’ ex presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman con sospensione condizionale della pena a cui si aggiunge quello di Matteo Caldieraro con pena sospesa (titolare di un’ agenzia di viaggi dove Ballaman si fece rimborsare il biglietto aereo in classe business con due in turistica) e dell’ ex capogruppo della Lega Nord Danilo Narduzzi difeso dall’ avvocato udinese Luca Ponti. Per Narduzzi la disavventura giudiziaria si chiude, sia per i beni strumentali che per quelli tradizionali, con un patteggiamento a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa). Nessun risarcimento. «Non si tratta di profitto personale – ha dichiarato il legale – poiché la posizione di Narduzzi era composita ed investiva tante posizioni, si è trattato di una scelta di vita per uscire da questo processo». Il 23 dicembre scorso era stato disposto il rinvio dopo che il Pubblico ministero Federico Frezza ha ritenuto di modificare (riducendolo) il capo di imputazione sfilando la possibilità che il consigliere abbia ingannato il capogruppo facendo restare in piedi il concorso nel reato per peculato. Accogliendo le tesi difensive, il Gup Giorgio Nicoli (prorogato per tre mesi) ha respinto la richiesta del Codacons di costituirsi parte civile trattandosi di abuso e spreco di denaro pubblico. Non è stata ammessa «sulla presunta genericità delle disposizioni statutarie – riferisce Nicola D’ Andrea in sostituzione dell’ avvocato Iacopo Cimenti – e valuteremo se presentare la stessa richiesta caso per caso». Il 19 maggio verrà celebrata l’ udienza preliminare per i riti ordinari e alcuni abbreviati che proseguiranno il 16 giugno. Da segnalare il possibile effetto su questo procedimento della legge Severino: in caso di condanna in primo trado di consiglieri regionali tuttora in carica, ossia Elio De Anna, Mara Piccin e Daniele Gerolin, costoro verrebbero sospesi dal pubblico ufficio. © riproduzione riservata.

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