19 Settembre 2016

Pioggia di multe «Parcheggi bloccati e si fa solo cassa»

Pioggia di multe «Parcheggi bloccati e si fa solo cassa»

«Troppe multe in città? È vero, gli automobilisti leccesi sono indisciplinati, ma dal Comune nessuna programmazione per la mobilità. E la Sgm, che gestisce contemporaneamente trasporto pubblico e sosta tariffata, non ha alcun interesse all’ esistenza di nuove aree di parcheggio». Le associazioni dei consumatori leccesi si uniscono alla polemica sollevata venerdì scorso da Forza Italia nei riguardi dell’ assessorato comunale ai Trasporti. Il gruppo consiliare azzurro di Palazzo Carafa aveva puntato il dito contro la carenza cronica di parcheggi, che indurrebbe i cittadini a sostare in doppia, a volte tripla fila e che sarebbe causata dallo stesso capitolato d’ appalto del Comune con Sgm. I forzisti avevano denunciato anche l’ esiguo utilizzo dei proventi derivanti dalle multe (solo il 20%, a fronte del 50% prescritto dalla legge) per il miglio ramento della mobilità. Un fatto su cui il commento di Luisa Carpentieri, responsabile di Coda cons Lecce, è tranciante: «Non mi stupisce leggere di queste percentuali: è sotto gli occhi tutti che le strade siano abbandonate, perché secondo me i proventi delle multe sono destinati principalmente al pagamento degli stipendi dei dipendenti. È vero poi che i leccesi sono indiscipli nati: basta farsi un giro su viale Lo Re, per trovare macchine in seconda, o peggio, terza fila. O su via XXV Luglio, dove le auto sostano sui parcheggi per disabili, sulle strisce pedonali e sui passi carrai. Il paradosso è che c’ è poca tolleranza sui grattini scaduti, mentre invece sulle violazioni del Codice della Strada c’ è spesso molta accondiscendenza. La verità è che non c’ è nessuna intenzione di risolvere la cronica carenza di parcheggi e non c’ è programmazione politica: come Codacons, in 20 anni abbiamo dato tante soluzioni all’ amministrazione, ma nessuna è stata mai presa davvero in considerazione». E perché i parcheggi di interscambio siano sistematicamente snobbati dagli imprenditori è presto spiegato da Alessandro Presicce, presidente di Adoc Lecce: «Non è conveniente gestire l’ ex Enel o l’ ex Tito Schi pa, finché il centro storico sarà aperto alle auto. E il fatto che la gran parte delle multe derivi dalla sosta vietata la dice lunga sul fatto che il problema della carenza di parcheggi c’ è. Qualche tempo fa, Adoc e altre associazioni dei consumatori avevano suggerito al Comune di inserire nel Piano delle Opere pubbliche la realizzazione di un autosilo al Foro Boario e di un altro nella zona Cicolella: i due grossi contenitori, rispettivamente a nord e a sud della città, avrebbero permesso una progressiva chiusura del centro cittadino. E poi, altro grosso problema è la coesistenza all’ interno della Sgm di due servizi che sono praticamente inconciliabili: la società gestisce sia il servizio di trasporto pubblico che quello di sosta tariffata, perciò parcheggi concorrenti le sottrarrebbero fonti di guadagno certo: basti pensare che ogni stallo blu porta alla Sgm 300 euro al mese». Critico anche Stefano Gallotta, dell’ associazione Codici Lecce: «Un bilancio di previsione comunale che preveda introiti sempre più importanti provenienti dalle sanzioni stradali rappresenta un preciso segnale di una politica che intende principalmente fare cassa sulla pelle dei cittadini e dei turisti. I proventi delle multe dovrebbero essere destinati, in buona parte, al miglioramento della sicurezza stradale tramite l’ ammodernamento, la messa a norma e la manutenzione della segnaletica e delle strade comunali. Ma non è il caso del Comune di Lecce, dove un uso palesemente distorto e strumentale di tali rimedi sanzionatori finisce con il determinare l’ effetto esattamente opposto, rendendo la vita impossibile per gli utenti della strada, paradossalmente costretti a fare i conti con una “tolleranza zero” sul fronte sanzionatorio che mal si concilia, anche sotto il profilo etico e del buon senso, con lo stato di degrado e insicurezza delle strade comunali».

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