21 marzo 2018

Pioggia di cause contro la Tari «Mini-sconti, rifiuti in strada»

IL FOCUS Che sia San Lorenzo o La Rustica la replica dei romani di fronte alla riduzione della Tari da parte del Comune suona così: «Ci regalano qualche spicciolo ma ci costringono a restar coperti dall’ immondizia, tanta è quella che ogni giorno resta in strada». E allora ecco che l’ esasperazione è pronta a sfociare in class-action e richieste di rimborsi per aver pagato, negli anni, una Tari ingiusta se si analizza poi la qualità del servizio reso agli utenti. Se ne contano finora a centinaia. Altro che gioire dello sconto varato dal Comune. Quella piccola riduzione approvata dall’ amministrazione Raggi e uguale a un -0,93% per le imprese e gli esercizi commerciali e a un -0,73% per le utenze domestiche non viene tenuta in considerazione anzi, suscita in molti casi fastidio e ribellione. LE CLASS-ACTION «Ci sentiamo presi un po’ in giro spiega Barbara Lessona, presidente del comitato di quartiere Trieste considerate poi le condizioni delle raccolte e della pulizia delle strade nel II Municipio, stiamo pensando di organizzare una class-action, in più stiamo ultimando un censimento per capire quanto pagano i nostri 500 associati di Tari ogni anno per far poi un confronto con le condizioni reali dei nostri quartieri». Prendiamo ad esempio il IV Municipio dove i residenti, per paradosso, sarebbero disposti a pagare anche di più per avere cassonetti svuotati e strade pulite. «Il Comune ci lancia qualche briciola e poi lascia interi quartieri nel caos spiega una residente, Alessandra Ofria nel nostro Municipio ci sono due zone, Torraccia e Casal Monastero, nelle quali vige un doppio sistema di raccolta: i cassonetti in strada nel primo caso e il porta-a-porta a Casal Monastero. Proprio qui, poiché a volte l’ immondizia resta nei condomini per giorni, i residenti la vengono a buttare a Torraccia per non venire sommersi». Di fronte a questo scenario l’ irritazione scatta automaticamente. «Per un appartamento di 65mq che divido con mia moglie spiega Claudio De Santis, a capo del comitato di quartiere l’ Ostiense pago ogni anno 251 euro di Tari, con le riduzioni arriverò a spendere annualmente 148 euro e qualcosa. Cosa mi cambia se poi il porta-a-porta da queste parti è impraticabile, i cassonetti a volte restano stracolmi e le idropulitrici che prima passavano anche tre volte alla settimana ora non si vedono per giorni?». LE RICHIESTE DI RIMBORSO «Ci stiamo organizzando per chiedere collettivamente i rimborsi sul pagamento della Tari spiega Emanuele Venturini, a capo del comitato di quartiere San Lorenzo considerato lo stato in cui versano le strade e gli androni dei palazzi. Abbiamo già presentato un esposto all’ Ama, al Municipio e al Comune per l’ inaccettabile gestione del porta-a-porta». Lo stesso succede poi a La Rustica ma anche a Fidene. Il Codacons, che da mesi ha pubblicato sul proprio sito il modello per chiedere i rimborsi sul pagamento della Tari, conta centinaia di famiglie (proprio nei quartieri sopracitati) che hanno presentato istanza di risarcimento. Si tratta di oltre 300 nuclei. E la cifra finale è molto più alta, in ragione del fatto che poi ogni singolo utente potrebbe attivare una procedura senza darne sfoggio. In totale, analizza il Codacons, la cifra che il Comune dovrebbe restituire ai romani per gli ultimi 5 anni di tassa pagata senza reale beneficio è di 1,5 miliardi di euro. Sul piede di guerra, poi, la Cna Roma: «Se non verranno escluse dalla tassazione le aree dei rifiuti speciali, faremo ricorso al Tar, chiedendo l’ immediata sospensiva della tariffazione Ama, in quanto imposta illegittima». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.