23 Novembre 2001

Pillola del giorno dopo, non è abortiva

Pillola del giorno dopo, non è abortiva

Per il giudice amministrativo il farmaco agisce con effetti contraccettivi

LA PILLOLA del giorno dopo non è abortiva. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, ponendo fine alla querelle aperta da alcune associazioni, tra cui il Movimento della Vita, che avevano presentato ricorso al giudice amministrativo contro il decreto del Ministero della Salute che autorizzava l`immissione in commercio del farmaco «Norlevo». Ricorso al quale il Codacons aveva opposto una serie di motivazioni a tutela della libertà di scelta di ogni individuo. La prima sezione del Tar non ha ravvisato, in sostanza, alcun contrasto tra il decreto e la legge 194. Il Norlevo, si spiega, agisce infatto con effetti contraccettivi «prima dell`innesto dell`ovulo fecondato nell`utero materno». «Con questa sentenza – ha commentato il Codacons – il Tar ha voluto garantire un diritto fondamentale dell`uomo: la libertà di scelta. La pillola del giorno dopo non deve essere considerata aborto e alla donna viene così riconosciuta totale libertà di concepimento». «Norlevo», la nuova «pillola del subito dopo» promette di prevenire la gravidanza dopo un rapporto considerato a rischio, riducendo gli effetti indesiderati che invece accompagnano gli altri prodotti già presenti sul mercato italiano. Con l`aiuto degli esperti, scopriamo insieme quali sono i suoi meccanismi d`azione nel corpo della donna.

Come funziona?
La nuova «pillola del giorno dopo» ha la stessa composizione dei preparati-gemelli che sono già in commercio in altri Paesi europei, in particolare in Germania, in Francia e in Gran Bretagna. Identico è infatti il principio base, cioè l`ormone femminile levonorgestrel, un progestinico che è in grado di bloccare l`annidamento dell`ovulo fecondato nell`utero. Ma il funzionamento del Norlevo nell`organismo femminile non è ancora del tutto chiaro. «E` in corso uno studio che dovrebbe spiegare con maggiore precisione i meccanismi d`azione del levonorgestrel – spiega il professor Piergiorgio Crosignani, primario di Ginecologia alla clinica Mangiagalli di Milano – Nella maggior parte dei casi questo preparato agisce sulla parete dell`utero, modificandola e facendo sì che l`ovulo non possa aderirvi. Questa sostanza interviene in particolare sui processi cellulari che accompagnano la stessa fecondazione, rompendone la perfetta sincronia».


Occorre intervenire subito

Per impedire la gravidanza, comunque, è necessario intervenire al più presto. La pillola deve essere assunta entro 72 ore dal rapporto sessuale, in due dosi: l`ideale è assumere la prima entro 12 ore dal rapporto, la seconda dopo altre 12 ore. Ogni dose contiene 750 microgrammi di levonorgestrel. Possono esserci degli effetti collaterali e comunque nausea e vomito per qualche ora. per questo dev`essere utilizzato solo nei casi effettiva emergenza. L`ideale è seguire un programma di prevenzione. Nel caso di un rapporto a rischio, però, di fatto è finora stata considerata un contraccettivo di emergenza che ha il vantaggio in caso di gravidanza non desiderata di non doversi sottoporre a un aborto.


Quali le probabilità di impedire la gravidanza?

Secondo una ricerca condotta in 14 Paesi e pubblicata sulla rivista Lancet, il prodotto ha successo in media nel 85 per cento dei casi. Se si interviene immediatamente, si arriva al 95 per cento.

Il contraccettivo costa intorno alle 20mila lire ed è venduto soltanto dietro la presentazione della ricetta del medico.

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