23 Settembre 2019

Pil, l’ Istat rivede a ribasso le stime di crescita dell’ Italia

 

Segnali negativi per l’ economia italiana, sia sul versante della crescita del Pil sia su quello del debito pubblico . L’ Istat , difatti, ha rivisto al ribasso le stime di crescita del nostro Paese per il 2018, che passano dal precedente +0,9% allo 0,8%, con la perdita, dunque, di uno 0,1 di punto percentuale. Si tratta di un significativo rallentamento dell’ economia, con un tasso di variazione del prodotto interno lordo a fronte di un incremento dell’ 1,7% registrato nel 2017. Cresce, inoltre, il Deficit italiano e, dunque, l’ indebitamente netto della Amministrazioni pubbliche italiane che si attesta, per il 2018, al 2,2%, con un leggero miglioramento rispetto al 2017 (dove il dato arrivava al 2,4%) ma con una revisione in peggioramento di 0,2 punti rispetto alla stima pubblicata ad aprile. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi), invece, è pari al +1,5% del Pil. Piccoli segnali positivi sul versante dei consumi , dove, secondo l’ Istituto di statistica, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato nel 2018 una crescita dell’ 1,8% in valore nominale e dello 0,9% in termini di potere d’ acquisto; ciò è dovuto, secondo l’ Istat, all’ aumento del valore dei consumi privati dell’ 1,7%. Rimane stabile, infine, la propensione al risparmio delle famiglie che passa dall’ 8% all’ 8,1%. Preoccupazione espressa da Massimilano Dona , presidente dell’ Unione nazionale Consumatori , che in una nota dichiara: ” Di male in peggio. Cala il Pil e si aggrava il rapporto deficit-Pil, dal 2,1% al 2,2%. Ma quello che ci preoccupa di più, è che sia la spesa per consumi finali delle famiglie che il potere d’ acquisto sono ancora al palo, agli zero virgola, rispettivamente +0,8% e +0,9% “. Per Dona: ” Considerato che la spesa della famiglie residenti rappresenta il 60% del Pil, stando ai dati di oggi il 59,78%, è evidente che fino a che non si ridà capacità di spesa agli italiani non ci potrà essere nemmeno una crescita significativa “. Su posizioni simili Carlo Rienzi , presidente di Codacons , secondo cui ” i numeri (dell’ Istat) segnano un peggioramento preoccupante “. Federconsumatori , invece, ” richiama l’ attenzione sulla situazione ancora altamente instabile della nostra economia, che richiede interventi urgenti in direzione della crescita “. Secondo l’ associazione di categoria, ” Il primo passo in questa direzione è lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la modernizzazione delle infrastrutture, nonchè il taglio del cuneo fiscale, per dare uno slancio decisivo in direzione della ripresa. Inoltre è fondamentale, da un lato scongiurare l’ aumento dell’ Iva, che avrebbe conseguenze drammatiche per le famiglie, dall’ altro una revisione sistematica e complessiva della tassazione, rimodulando le accise sui carburanti e tagliando alcune voci anacronistiche dagli oneri di sistema in bolletta, solo per citare alcune delle voci più urgenti “.
STEFANO DAMIAN

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