22 Maggio 2019

Pil Italia crescerà dello 0,3% quest’anno, disoccupazione al 10,8%. Ma a preoccupare sono i consumi

 

L’Italia quest’anno crescerà dello 0,3%. Lo prevede l’Istat nel suo ultimo rapporto sulla congiuntura, diffuso oggi. Si tratta di un deciso rallentamento rispetto all’anno scorso e di una drastica revisione al ribasso rispetto al +1,3% indicato in precedenza. Tuttavia, decisamente più in linea con il quadro internazionale e le stime formulate dal governo e dagli altri istituti. A preoccupare è più che altro il debole andamento dei consumi interni, che rappresentano l’unico sostegno per il Pil tricolore.

“Bene, previsione buona per l’Italia – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – E’ vero che c’è una forte revisione rispetto al +1,3% stimato in precedenza, ma questo era oramai un calo acquisito. Resta pur sempre la crescita più alta rispetto a quella stimata da tutti gli altri previsori, persino al +0,2% stimato dal Governo nel Def di aprile”. Il dato preoccupante, invece, è quello della spesa delle famiglie, che, nonostante i 6 miliardi del reddito di cittadinanza, crescerà quest’anno appena dello 0,5%, in rallentamento persino rispetto alla pessima performance dell’anno precedente, quando si era registrato un +0,6%.

Rispetto ad altri paesi europei, come Spagna, Francia e Germania, in Italia la spesa delle famiglie crescerà meno, e i consumatori dimostrano sempre più un atteggiamento prudenziale, rimandando al futuro gli acquisti. L’attuale fase di incertezza, infatti, porterebbe le famiglie ad assumere comportamenti precauzionali, determinando un aumento della propensione al risparmio. “Una situazione di grande incertezza che potrebbe precipitare in caso di incremento delle aliquote Iva nel 2020 – ricorda Carlo Rienzi, presidente del Codacons – se dovessero scattare le clausola di salvaguardia si registrerebbe una fortissima contrazione dei consumi fino al -0,7%”.

Le previsioni dell’Istat
La crescita dello 0,3% quest’anno sarà supportata esclusivamente dalla domanda interna. I consumi delle famiglie, secondo l’Istat, costituiranno la principale componente a sostegno dell’economia mentre la spesa per gli investimenti segnerà una decisa decelerazione. La moderazione del commercio mondiale determinerebbe una riduzione del volume di esportazioni e importazioni con un conseguente contributo nullo della domanda estera netta.

Per l’anno corrente il deciso rallentamento delle aspettative sui livelli produttivi dell’area euro e dell’economia italiana sono attesi incidere in misura significativa sulle scelte di investimento delle imprese. Sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni sono attesi evolvere in misura decisamente più contenuta rispetto agli anni precedenti. Il mercato del lavoro è atteso risentire della decelerazione del Pil, con i livelli occupazionali che rimarranno inchiodati, mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione al 10,8%.

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