PIL: ISTAT, +0,6% L’AUMENTO SUL PRIMO TRIMESTRE 2009
Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel primo trimestre 2010 il Pil è cresciuto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo 2009. Si tratta di una crescita superiore a quella registrata negli altri sedici Paesi della zona dell’euro dove si è registrato un + 0,2%.
Per il Codacons il dato di oggi è solo una seconda bufala, dopo quella di ieri sulla produzione industriale. Anche un bambino delle medie capirebbe che il confronto con il 2009 è improponibile, dato che nel primo trimestre 2009 ci fu il peggior crollo del Pil mai registrato dal dopoguerra ad oggi con un -2,9 su base congiunturale e addirittura un meno 6,5 su base tendenziale. Per questo parlare oggi dell’Italia come la locomotiva d’Europa significa solo parlare a sproposito.
La realtà è che, con questo misero trend di crescita, per arrivare al Pil precrisi, ossia ai 322.949 del primo trimestre 2008 (ci riferiamo al Pil espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000) sono necessari, secondo i calcoli del Codacons, quasi 11 anni. Altro che crescita! Con questo andamento le famiglie finirebbero nel frattempo definitivamente sul lastrico e le fabbriche costrette a chiudere non si conterebbero più.
Per questo il Governo dovrebbe decidersi a restituire alle famiglie italiane almeno quello che ha preso in più in questi anni grazie all’aumento della pressione fiscale, cominciando da quanto ha incassato in più sulla benzina grazie alle speculazioni sul prezzo dei carburanti, per finire con i maggiori introiti sull’Iva ottenuti grazie agli ingiustificati aumenti dei prezzi.
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