8 Agosto 2012

Pil e produzione: ancora un mese nero

Pil e produzione: ancora un mese nero

Rossella Bocciarelli ROMA È più scuro del previsto il quadro della recessione tracciato dai dati sul Pil e la produzione industriale diffusi ieri dall’ Istat. Tra aprile e giugno si è infatti verificata una flessione dell’ attività produttiva dello 0,7% su base trimestrale dopo il -0,8% del primo trimestre. Si tratta del quarto trimestre di fila con il segno meno davanti e il dato tendenziale (secondo trimestre 2012 su secondo trimestre 2011) registra una flessione del prodotto pari al -2,5%, il dato peggiore dal 2009. Il calo congiunturale, annota l’ Istat, è la sintesi di una flessione in tutti i comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. A questo punto la variazione congiunturale acquisita per il 2012 vale a dire quello che si avrebbe se nella seconda dell’ anno la crescita fosse pari a zero, è un meno 1,9 per cento. Ma osserva ad esempio Chiara Corsa di Unicredit una previsione sull’ anno in corso che si attesti a questo valore, contiene «numerosi rischi verso il basso» perchè c’ è la percezione che la recessione che stringe il nostro paese non accenna ad allentare la sua morsa. E sull’ industria arriva anche il dato choc della produzione a giugno, che in un anno ha lasciato sul terreno l’ 8,2% e che, sempre su base tendenziale, cala ormai da dieci mesi consecutivi. Il settore dell’ auto conosce un vero e proprio crollo (-22,5% in un anno, in linea, peraltro con la tendenza registrata ormai da diversi mesi); ma sono tanti i settori che sono colpiti da perdite a due cifre, dal tessile (-14,6%) alla plastica (-13,1%). Da maggio a giugno, in un solo mese dunque, il calo della produzione nell’ industria è stato invece dell’ 1,4%. E il Centro Studi Confindustria stima per luglio un nuovo calo della produzione industriale dello 0,4% rispetto al mese precedente (si veda a fianco). Secondo i direttori degli acquisti, le imprese manifatturiere hanno registrato a luglio un significativo calo degli ordini: l’ indice della relativa componente del Pmi per l’ Italia si é attestato a 42,3 (da 41,9), in territorio recessivo per il quattordicesimo mese consecutivo. «Nel primo semestre 2012 la produzione industriale nei settori elettrotecnica ed elettronica è in perdurante flessione – ha commentato il presidente di Confindustria Anie, Claudio Andrea Gemme -. Uno scenario globale in ulteriore peggioramento condiziona al ribasso le prospettive di crescita sui principali mercati, indebolendo le attese di ripresa per la fine del 2012 e i primi mesi del 2013. L’ incertezza macroeconomica continua a frenare gli investimenti di più lungo periodo, riflettendosi negativamente sulla domanda di tecnologie». Intanto, altre organizzazioni economiche chiedono al governo interventi per la crescita: se la Confcommercio considera «prioritaria la riforma fiscale», la Confederazione italiana degli agricoltori fa notare che l’ Imu, che grava anche su terreni e fabbricati rurali «ha bloccato il processo di ripresa dell’ agricoltura». L’ associazione dei consumatori Codacons si appella infine al governo Monti affinché ci sia un decreto “salva-famiglie” da finanziare con una maggiore imposizione fiscale sui redditi più alti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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