Pignoramenti in calo «Ma le famiglie soffrono»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
catanzaro È rimasto ancora inascoltato l’ appello del Codacons alla Regione per porre un argine ai pignoramenti di immobili. In Calabria il quadro è peraltro in forte mutamento, considerato che stando ai dati dell’ associazione dei consumatori le aste sono in netto calo e l’ acquisto di una casa all’ incanto non è più così conveniente. Basti pensare che nel 2018 in Calabria finiti all’ asta quasi 1250 immobili: un calo del 12,6% su base annua. Due le motivazioni: sia di natura giuridica, poiché il legislatore ha eliminato le vendite all’ incanto, attraverso successivi rilanci; sia perché sembrano non trovare appeal sul mercato, e gli immobili si vendono con difficoltà. Nel 2018, secondo il Codacons, sono diminuite le procedure immobiliari nei Tribunali calabresi: si è passati dalle 1.429 procedure immobiliari registrate nel 2017, ai 1.249 fascicoli del 2018. «Soltanto il Tribunali di Locri e Palmi registrano dati in controtendenza – spiega il vicepresidente del Codacons Francesco Di Lieto – con aumenti rispettivamente del 10 % e del 5%». Le diminuzioni dei fascicoli più significative si registrano a Crotone (-33 %), Reggio Calabria (-30%), Vibo Valentia (-25%), Paola (- 14%) e a Cosenza (-13,4 %). Sostanzialmente identici rispetto al 2017, i dati rilevati nei Tribunali di Catanzaro, Lamezia Terme e Castrovillari. La provincia con il maggior numero di pignoramenti immobiliari è quella di Cosenza con 581 fascicoli aperti nel 2018, contro le 647 procedure del 2017. Seguono le province di Reggio con 257 fascicoli, quindi Catanzaro con 230 fascicoli e infine Crotone e Vibo con 100 e 81 fascicoli. «Le ragioni della diminuzione dei procedimenti sono molteplici e – sostiene Di Lieto – frutto anche degli incrementi degli anni passati che hanno registrato un boom di pignoramenti». Alla radice delle procedure, secondo l’ associazione, ci sono gli istituti di credito e le “vittime” sono non solo piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, ma anche famiglie di impiegati: «Per finire nel tunnel della povertà basta davvero poco – sostiene il Codacons – una spesa improvvisa, una bolletta esorbitante, piccoli problemi di salute. Riceviamo continue segnalazioni di famiglie costrette a chiedere finanziamenti per pagare altri prestiti. Un circolo vizioso di cui è difficile venire a capo, rischiando di finire in mano all’ usura». Protagonisti nelle esecuzioni immobiliari, sottolinea Di Lieto, sono le banche. «Questa “facilità” nell’ attivare il pignoramento, unita ad un “abuso” delle segnalazioni a sofferenza – evidenzia – meriterebbe un duro intervento da parte della Banca d’ Italia. Avevamo anche proposto al Governatore della Calabria – sostiene Di Lieto – di “imporre” procedure di conciliazione per garantire le famiglie in stato di obiettiva difficoltà. Ma, evidentemente, si tratta di un argomento non ritenuto interessante dal “parlamento” regionale». Il vicepresidente Di Lietochiede interventicontro le esecuzioni “facili”
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