Pieni col trucco, «fate causa»
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fonte:
- Il Tempo
L?Unione Petrolifera invita alla cautela: «Spesso i gestori vengono assolti»
PIENI truccati, adesso sono i consumatori a scendere sul piede di guerra. Dopo l?inchiesta della Guardia di finanza sulle pompe di benzina manomesse, inchiesta che dall?inizio di gennaio a oggi ha portato a scoprire ben 22 distributori «infedeli» nei confronti dei clienti, da aggiungere ai 150 individuati a partire da settembre, sono le associazioni degli utenti a fornire qualche indicazione ai cittadini. Aduc e Codacons ad esempio scendono in prima linea attaccando i benzinai fuorilegge e la carenza di controlli.
Così è l?avvocato Carlo Rienzi del Condacons a invitare i consumatori a sporgere denuncia in caso di truffa – anche da poche lire – da parte del rifornitore di carburante. «Vogliamo se possibile l?elenco dettagliato, con nomi e indirizzi, delle stazioni di servizio che hanno truffato i propri clienti – tuona Rienzi – e a tutti i cittadini che hanno subito un danno di questo tipo diciamo che possono tranquillamente rivolgersi ai nostri uffici per la difesa legale. La vittima può costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale a carico del gestore».
Per un fatto di principio, è chiaro, ma non solo, visto che se si viene a scoprire che l?erogatore è stato manomesso dal proprio benzinaio di fiducia, il danno può essere anche notevole e ammontare a qualche centinaio di euro di carburante.
Dal canto suo Primo Mastrantoni, segretario generale dell?Aduc, spiega che «è difficile, quasi impossibile difendersi da chi modifica le colonnine. L?unica soluzione sarebbe andare a fare il pieno chiedendo prima di misurare l?erogazione con un cilindro graduato, in maniera da poter controllare che un litro corrisponda davvero a un litro. Ma la benzina, si sa, non può essere venduta in contenitori. Quindi l?unica è affidarsi ai controlli ufficiali, quelli delle forze dell?ordine e quelli degli uffici metrici della camere di commercio, che però sono troppo sporadici».
Esistono però altri metodi per truffare il consumatore, spiega ancora Mastrantoni, sistemi dai quali ci si può difendere con qualche piccolo accorgimento. In primo luogo «verificare, prima del rifornimento, che il display sia stato davvero azzerato. Diffidare dunque del benzinaio che invita ad andare più avanti con la macchina», visto che sulla distrazione del consumatore fanno conto i disonesti. Infine, «meglio rifornirsi, quando possibile, sempre dallo stesso benzinaio. Il rapporto fiduciario è importante».
Quanto alle compagnie, attraverso l?Unione Petrolifera spiegano che «le prime a essere danneggiate nella propria immagine sono le aziende». Dei controlli periodici inoltre vengono effettuati dalle società di manutenzione, commenta l?UP. La quale invita alla prudenza perché «molto spesso è capitato che determinati gestori siano stati prosciolti addirittura in fase d?indagini preliminari».
Quanto ai sindacati dei gestori Roberto Di Vincenzo, segretario generale della Fegica Cisl, spiega che «il meccanismo della manomissione non esiste, i gestori non possono intervenire nelle testate, che sono di proprietà delle compagnie. Il gestore è responsabile giuridicamente di un?apparecchiatura che non può controllare e sulla quale non v?è alcuna certezza che rimanga inalterata nel tempo».
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