Piccioni a rischio? Via dalle piazze delle città
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Piccioni a rischio? Via dalle piazze delle città
ROMA ? Piazza San Marco senza piccioni? Il virus dei polli rischia di cambiare volto alle piazze italiane e sulle cartoline potrebbero scomparire, o almeno diminuire, gli habitué pennuti che fanno tanta attrazione turistica. E così anche a piazza Duomo, a Milano, a piazza Navona o al Pantheon di Roma, a Firenze. A sollevare la questione il Codacons per il quale occorre «introdurre misure urgenti relativamente ai piccioni, presenti in maniera massiccia nelle città italiane si pensi a piazza San Marco a Venezia o piazza del Duomo a Milano». «Chiediamo di allontanare i piccioni dalle città italiane, vietando le classiche foto dei turisti sulle panchine delle piazze famose e la vendita di mangimi per uccelli nelle stesse», ha detto il presidente dell`associazione dei consumatori Carlo Rienzi. Secondo Rienzi, i piccioni «in qualsiasi località urbana sono i volatili più vicini all`uomo e milioni sono ogni giorno le possibilità di contatto con questo tipo di uccello. Volatili a loro volta anche a stretto contatto con i gabbiani, anch`essi numerosi nei nostri cieli, come noto a rischio aviaria». Da qui le richieste del Codacons. Ma il problema è tutt`altro che semplice, sottolinea la Lipu, ricordando anche che, secondo uno studio condotto da ricercatori di Basilea «non vi sarebbe alcuna evidenza sperimentale che i piccioni siano un importante vettore per l`influenza aviaria». Il numero di piccioni, o meglio, più correttamente colombi di città, è molto elevato nei centri urbani italiani. Secondo stime approssimative, sarebbero almeno 250 mila i piccioni che svolazzano nelle piazze di sedici città, la maggior parte, intorno a centomila, solo a Venezia. «Tecnicamente ? afferma la Lipu ? contenere i piccioni è un`impresa pressoché impossibile, come dimostrano alcuni tentativi già fatti in alcune città. Poi l`allontanamento non ha senso perché si rischia di peggiorare la situazione ? spiega la Lipu ? visto che, secondo una sentenza, sono ritenuti selvatici e non sono cacciabili. Quindi, una volta allontanati dalle piazze, il problema non si risolve». Per quanto riguarda il cibo «sì ? dice la Lipu ? a patto che la regolamentazione sia fatta in modo circostanziato». Sulla possibile trasmissione all`uomo di malattie da parte dei piccioni, la Lipu, citando lo studio dell`Università di Basilea, ricorda che dall`analisi di 77 studi epidemiologici effettuati su popolazioni di piccioni presenti in sessanta aree urbane e regioni, è emerso che su un totale di sessanta organismi patogeni (di cui cinque virus, nove batteri, quarantacinque funghi e un protozoo) trasmissibili dal colombo di città all`uomo, soltanto sette di essi hanno trasmesso malattie all`uomo. In un periodo di tempo pari a sessant`anni e compreso tra il 1941 e il 2003, si sono verificati in totale solo 176 casi documentati di trasmissione di patologie dai colombi di città agli esseri umani. Tra di essi, solo un caso di Salmonellosi e un caso di Toxoplasmosi, «malattie che in pochissimi casi, come documentato dalla ricerca svizzera ? conclude la Lipu ? si trasmettono dai colombi all`uomo».
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