6 Agosto 2008

Picchiata del petrolio a 118 dollari

Il prezzo del barile scende in picchiata, quello dei carburanti col contagocce. Ieri il greggio al barile è stato quotato attorno ai 118 dollari. Ma i petrolieri spiegano: “Negli ultimi 15 giorni il prezzo dei carburanti è sceso di 7-8 centesimi al litro rispecchiando il parallelo andamento del mercato dei prodotti internazionali“. L`Unione petrolifera tiene a precisare che “non è assolutamente vero che il prezzo della benzina non scende al calare delle quotazioni“ della materia prima. “Non è corretto continuare a sostenere che non abbassiamo i prezzi, è una tesi non sorretta dai numeri“, come dimostrano le riduzioni sulle ultime due settimane“. Tuttavia i consumatori non ci stanno. Adusbef e Federconsumatori denunciano la lentezza dei ribassi, nel periodo di punta dell`esodo estivo, e chiedono con forza un taglio dei listini fino a 1,40 euro al litro. Il Codacons punta il dito contro le compagnie petrolifere e chiede l`intervento di governo e Antitrust, sospettando “cartelli e speculazioni“. Scendono in campo anche i gestori: nel mirino la Tamoil, accusata dalla categoria di scaricare su chi gestisce i distributori il peso della Robin Tax, con il rischio di altri aumenti per gli utenti. Dopo la catena di record che aveva portato il greggio sulla soglia dei 150 dollari a metà luglio, con il massimo storico di 147,27 dollari l`11 luglio, il petrolio ha invertito rotta. Per contro i prezzi consigliati dei carburanti, ossia quelli di riferimento che le compagnie indicano ai gestori, oscillano tra 1,481 e 1,489 euro al litro. Il 15 luglio erano saliti, sulla scia del caro-greggio, fino a quota 1,56 euro, il livello più alto mai raggiunto. Intanto ieri l`euro è sceso sotto 1,55 dollari (minimo a 1,5464 che rappresenta il livello più basso dal 18 giugno) in un contesto rappresentato dall`attesa per le decisioni di politica monetaria della Fed e sopratutto dal nuovo calo del prezzo del petrolio. Per il resto, il fatto che il petrolio abbia perso circa 30 dollari dai massimi vuol dire che le pressioni inflazionistiche sono destinate a ridursi.

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