24 Aprile 2018

Picchia l’ alunna disabile: arrestato

potenza Lo hanno scritto anche in un tema: a loro, piccoli alunni di 9 anni di una scuola primaria del Potentino, «no, proprio no», quel giovane maestro proprio non piaceva. Perché? Perché maltrattava la loro compagna di classe disabile e minacciava e picchiava tutti gli altri. Su disposizione del gip, ieri l’ insegnante di sostegno è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri. Le accuse di cui deve rispondere sono gravissime: maltrattamenti continuati e aggravati verso bambini. In particolare ai danni della bimba di 9 anni affetta da invalidità motoria e cognitiva, a lui affidata e picchiata e offesa «quotidianamente». Gli vengono inoltre contestati schiaffi e spintoni, insulti («porci e maiali») e minacce ai danni dell’ intera classe affinchè nessuno riferisse a casa e a scuola, quindi alle famiglie e agli altri insegnanti, quello che lui faceva in aula. Tra le cose da non dire c’ erano anche quelle foto «a contenuto pornografico» – come hanno annotato gli investigatori dell’ Arma – che l’ insegnante guardava sul pc che teneva accesso quando, in sostituzione delle maestre di ruolo, era con tutta la classe. Le punizioni peggiori – secondo gli investigatori – venivano inflitte ai bambini quando l’ insegnante si accorgeva che i bambini avevano sbirciato sul suo computer. La vicenda riguarda una quarta elementare di una scuola primaria di un paesino della provincia di Potenza: i carabinieri hanno cominciato a fare luce dopo la denuncia presentata dalla famiglia della bambina disabile. Piangeva a dirotto ogni volta che doveva andare a scuola. Troppa la sofferenza a cui doveva andare incontro per colpa di quell’ insegnante. Ascoltata, come i suoi compagni di classe alla presenza di un’ esperta in psicologia infantile, ha raccontato tutto: i capelli tirati, gli schiaffi, i pizzichi e gli insulti. Tutto, ovviamente, senza alcun motivo. Maltrattamenti subiti anche dai suoi compagni in un crescendo di insulti e violenze fisiche e morali. E così, quando un’ altra maestra ha proposto loro di scrivere un tema, hanno messo in chiaro le cose. Lo hanno fatto sui loro quaderni, che sono poi stati sequestrati nell’ ambito delle indagini. Giudizi «assolutamente negativi» li hanno definiti gli investigatori che, intanto, vanno avanti con gli accertamenti sul computer dell’ insegnante. Non è da escludere che quando saranno conclusi aumenteranno i reati (e la gravità) a lui contestati. Una storia che ha spinto il Codacons a chiedere l’ adozione di sistemi di videosorveglianza per evitare abusi e violenze nelle scuole.

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