Picchetti e proteste per salvare gli ospedali
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fonte:
- Il Gazzettino
La mobilitazione dei cittadini e di numerose associazioni a Ca? Farsetti. Rifondazione polemizza con Costa
Venezia.
All`ingresso di Ca` Farsetti i cittadini si sono trasformati in uomini-sandwich. C`è il sostenitore del Centro per il diritto del malato che distribuisce volantini, il militante del Comitato «Viversani a Venezia» che si è impacchettato per protestare contro la chiusura dell`ospedale al Mare e il volontario del Comitato cittadino per la sanità che fa atto di presenza. Tra loro numerosi cittadini e i due presidenti di quartiere del centro storico: Fabrizio Reberschegg per il numero 2 e Enzo Castelli per il numero 1. Tutti insieme in attesa che il sindaco Paolo Costa, impegnato nella conferenza dei sindaci dell`Ulss 12, elabori una strategia di contrattacco alla Regione dopo la presentazione delle schede su posti letto e primari.
«Vogliamo che Costa partecipi a nome della città alla prossima riunione della commissione regionale sanità che ha taglieggiato la sanità veneziana – dicono i due presidenti – Il sindaco deve avere il coraggio di fare qualcosa». Pare di sentire Nanni Moretti che chiede a D`Alema di dire “qualcosa di sinistra“. Ma tant`è. Ma che si tratti di una giornata campale dopo l`annuncio dell`«accanimento terapeutico» contro Venezia avvenuto in sede consiliare regionale, pare proprio di sì. «La Regione – dicono le associazioni che hanno protestato a Ca` Farsetti e che sono poi state ricevute da Costa – non ha tenuto conto della specificità della città. Le scelte emerse non fanno altro che annunciare il depotenziamento del Civile nella prospettiva della costruzione dell`ospedale di Mestre. Assistiamo allo smantellamento del nosocomio del Lido, all`abbandono dell`ex Giustinian e al “solo“ potenziamento delle strutture private (San Camillo, Fatebenefratelli). Diciamo no ad un ospedale dimezzato. Perchè l`Ulss non investe nei servizi territoriali? Vogliamo che Costa si dia una mossa».
E sulla stessa linea anche Rifondazione Comunista che in una nota firmata dai consiglieri regionali Maurizio Tosi, Pietrangelo Pettenò e dalla responsabile sanità, Gemma Lunian, colgono l`occasione per polemizzare con Costa. «La posizione del centrosinistra e del Prc – dicono – è sempre stata chiara. Noi abbiamo sempre difeso la sanità veneziana. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, non altrettanto possiamo dire del sindaco Costa. Perchè il sindaco non si è presentato alle audizioni del 7 e del 27 marzo scorso davanti alla commissione consiliare competente? Perchè non ha chiesto incontri, non ha mandato pareri o richieste di cambiamento di schede?». Domande che pesano.
E anche il Codacons annuncia battaglia a livello regionale e locale. «Siamo di fronte alla conferma di una insensibilità verso i bisogni della gente – sottolinea il presidente veneto, Franco Conte – non certo superflui, ma determinanti per la qualità della vita e per le relazioni di solidarietà. Dove è finito il lavoro dei prestigiosi consulenti del Comune arruolati sul tema? Quale attenzione è stata data al contributo generoso delle associazioni? Ci auguriamo che in zona Cesarini i nostri amministratori di ogni ordine, grado e colore sappiano ritrovare per Venezia una necessaria convergenza». Infine l`Avulss Lido scende in campo per difendere la sanità dell`isola. «Chiediamo che venga rivisto il riassetto dell`ospedale al Mare – dice la responsabile Ginetta Tartari – in modo che oltre ad essere centro sanitario polifunzionale con attività di ricovero diurno, rimanga sede del Dipartimento di Lungodegenza e Riabilitazione». Infine sono intervenuti Luana Zanella, parlamentare Verde: «La situazione creatasi a Venezia – ha detto – grazie al centrodestra è ormai sotto gli occhi di tutti: le cifre della schede regionali sono peggiori delle più buie previsioni». E Michele Vianello, deputato Ds: «Esprimo la mia contrarietà sui tagli e al depauperamento del servizio sanitario veneziano di cui è responsabile la Regione e in parte il Comune che non si è dedicato a tempo pieno al problema». La polemica continua.
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