6 Agosto 2014

Piazza Navona chiude

Piazza Navona chiude
Il presidente dell’associazione dei
commercianti, Guido Campopiano: ‘Non si è abusivi perché alcuni atti lo
provano, ma perché un tizio chiamato Codacons dice così e tutti hanno
paura’

 
Piazza Navona, simbolo della Roma barocca, potrebbe presto perdere le attività commerciali che circondano l’incantevole Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini.
Al centro del contendere i presunti “tavolini selvaggi”. L’ordinanza del Tar del Lazio ne ha disposto la rimozione. Poi il caos. La Polizia Municipale di Roma Capitale, in un primo momento, ha risposto che necessitava di mezzi speciali per far rispettare il verdetto. Domenica, però, è arrivata la diffida del Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, nei confronti del capo dei caschi bianchi: “Se i vigili non eseguiranno l’ordinanza entro le ore 8 di lunedì sarà inevitabile una denuncia in Procura nei loro confronti per omissione di atti d’ufficio e mancata esecuzione dell’ordine di giudici”.
Ovviamente, l’altro ieri, gli agenti si sono presentati in Piazza Navona per provvedere allo sgombero dopo la sentenza del Tar del primo agosto che ha rigettato il ricorso di due esercenti (“I tre scalini”, “Il Caffè Bernini”) a cui il Campidoglio aveva intimato l’immediato dimezzamento dei dehors.
Sorpresi e arrabbiati gli esercenti delle dodici attività commerciali che, intanto, hanno deciso di abbassare le loro saracinesche. Un provvedimento che va a colpire ben 700 dipendenti e, inevitabilmente, l’indotto economico che ne consegue. Ieri, nella piazza erano aperti solo tre bar, ma gli esercenti comunque non hanno escluso che nei prossimi giorni, sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi, chiuderanno le attività.
A guidare la protesta dei commercianti, che hanno già presentato ricorso al Consiglio di Stato contro quanto deciso dal Tar del Lazio, Guido Campopiano, presidente dell’associazione Navona 2013.
“Non lo so se Marino è impazzito – ha esordito Campopiano al “Giornale d’Italia” – ma è una cosa è certa: il vento di follia soffia oramai su tutta l’amministrazione comunale”. E rincara. “Mai visto una cosa del genere”. Che picchia duro contro i giudici amministrativi. “Non si è abusivi perché alcuni atti lo provano, ma perché un tizio chiamato Codacons dice che sei abusivo e tutti hanno paura”. La rabbia è tanta, lo si evince da come il presidente dell’associazione Navona 2003 pesa le parole: “E così i vigili urbani e l’avvocatura comunale si sono mossi perché il Codacons li minacciava di denunciarli”. E ancora sui giudici: “Sono famosi per l’archiviazione delle denunce che riguardano la pubblica amministrazione, invece questa volta – ha tuonato – danno retta al Codacons”.
Il numero uno Navona 2003 ha poi ricostruito la vicenda.
“Abbiamo una vecchia concessione mai disdetta. Nel 2011, dopo una serie di contatti con la polizia amministrativa, con il parere dell’avvocatura comunale, abbiamo avuto la conferma che non eravamo abusivi”.
Un anno dopo, il Piano di massima occupabilità. “Ci hanno chiesto di occuparci del piano: l’abbiamo fatto – ha aggiunto – pur riservando il diritto di contestare le schede giudizialmente perché non essendo conformi alla legge regionale 21/06”. Cosa è accaduto  quindi? “Da allora non abbiamo saputo più niente, quindi è inadempiente – ha ribadito – l’amministrazione comunale”. E sbotta. “Marino o chi per lui si è svegliato, senza tavolini però le aziende sono in procinto di fallire”.
Manca meno di un mese, intanto, alla scadenza del pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico e molti esercenti – riferiscono – già l’hanno pagata. Il Comune di Roma provvederà a restituire i soldi? Mistero. Molti comunque i lati oscuri della vicenda. Ad esempio, i commercianti si chiedono: come mai l’ordinanza ha interessato solo le attività di Piazza Navona? Eppure si tratta di una delle poche aree pedonali del centro storico. E ancora. I commercianti del Tridente?
Ora si attende la sentenza del Consiglio di Stato. “Che Dio ce la mandi buona”, ha concluso fiducioso Campopiano, ironizzando: “Anche se già ci ha mandato Marino”.

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