26 Agosto 2015

«Piazza Mazzini come Baghdad» Commercianti sul piede di guerra

«Piazza Mazzini come Baghdad» Commercianti sul piede di guerra

qualche negoziante ha abbassato la saracinesca prima della chiusura previst a.
• «Piazza Mazzini sembra Baghdad, dopo l’ arrivo degli americani. Sant’ Oronzo è diventata una festa rionale». Nessun bombardamento, ovviamente. Ma la chiusura al traffico del cuore commerciale della città, per la tre giorni di festa patronale, senza luminarie, bancarelle o eventi. E, di fatto, già lunedì sera, piazza Mazzini appariva senza auto, ma anche senza pedoni. Così Paolo Baldieri, ex calciatore e titolare dell’ omonimo bar sotto la Galleria, ha affidato il suo sfogo (che è quello di tanti altri commercianti della zona) a Facebook. E qualcuno ha chiuso la propria attività in anticipo. Come Alberto Santoro, dello “You m”: «E’ stato e sarà assolutamente inutile aspettare che qualche anima pia venga a fare acquisti in piazza Mazzini. Chiuderla senza offrire un’ attrazione qualsiasi (ad esclusione del tiro a segno fisso tutto l’ an no) è stato da macelleria sociale». «Che senso ha chiudere piazza Mazzini senza includerla realmente nella festa? chiede Paolo Foresio, capogruppo del Pd a Palazzo Carafa. Solo per danneggiare i commercianti di quella zona, che così è diventata inaccessibile alle auto. Eppure se avessero chiesto un contributo per uno spettacolo, un evento, i negozianti avrebbero anche contribuito». E la scena della «desolazione di piazza Mazzini» rischia di ripetersi anche stasera, ultimo giorno di festa, concentrata tutta attorno a piazza Sant’ O ro n z o e alla villa comunale. «La festività dei Santi Patroni di Lecce rappresenta, plasticamente, la mestizia con cui questa amministrazione comunale si avvia alla conclusione del proprio mandato amministrativo, nonché l’ assolu ta estemporaneità di alcune scelte amministrative che, soprattutto in materia di traffico, hanno caratterizzato l’ agire di una consiliatura la cui assenza non verrebbe notata da alcuno – attacca Piero Mong elli, a nome del Codacons Lecce – Il primo giorno di festa è stato caratterizzato da un lato da una rinnovata e sincera devozione verso i Santi Patroni di Lecce e dall’ altro da una desolante assenza di programmazione da parte della città che, ancora una volta, ha subito scelte amministrative sbagliate e prive di programmazione. L’ estemporanea chiusura di piazza Mazzini è la dimostrazione di scelte più di facciata che di sostanza: la ricerca di una novità per la novità, dell’ ap parire sulla sostanza, del titolo sul giornale sulla concretezza di scelte meditate, elaborate, organizzate». Per Mongelli, Lecce, i suoi cittadini ed i turisti meritano certamente di meglio. «Passeggiare ieri (lunedì scorso, ndr) per piazza Mazzini era puro sconforto, dava il senso di una decadenza che non pare avere fine – prosegue l’ esponente del Codacons Una incomprensibile ed inqualificabile incapacità amministrativa, che si declinava nei negozi completamente vuoti, nella totale mancanza di una lucina a dare il senso della festa; non un evento o una manifestazione a dare lustro al cuore com merciale delle città, neanche il più remoto tentativo di coinvolgere la Piazza all’ in terno dell’ evento finale e più importante dell’ estate leccese». La chiusura al traffico di piazza Mazzini, anche per pochi giorni, avrebbe dovuto «essere accompagnata da una seria programmazione, da innumerevoli interventi sui flussi cittadini, da un serio potenziamento dei parcheggi pubblici e privati, da una adeguata gestione del traffico e da una seria canalizzazione dei flussi, oltre ad un potenziamento dei servizi alternativi. Quello a cui abbiamo assistito ieri era ben altro: era la cronaca di una morte annunciata, era la cronaca di scelte politiche fatte non per la città, non per i Santi Patroni, ma per chiudere definitivamente qualsiasi discussione in merito alla viabilità intorno a piazza Mazzini ed alla sua futura possibile pedonalizzazione».
paolo foresio

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