10 Febbraio 2016

Piazza del Popolo, l’ ex convento conteso Il Tar: la concessione gratuita non si tocca

Piazza del Popolo, l’ ex convento conteso Il Tar: la concessione gratuita non si tocca
L’ edificio era stato dato in comodato d’ uso nel 2012 Marino lo voleva indietro

 
LA STORIA Palazzi in concessione gratuita nel centro di Roma? Una task force di vigili sgombererà gli inquilini privilegiati. Fin qui i proclami di questi giorni sull’ onda dello scandalo, l’ ennesimo, che si perpetua. Poi, però, la storia è differente: in mezzo ci sono i Tar e i Consigli di Stato. Incastrato tra il Pincio e la piazza disegnata da Valadier c’ è un caso che fa scuola: l’ ex convento di piazza del Popolo, cinquecento metri quadrati con affaccio mozzafiato, concesso a luglio del 2012 in comodato d’ uso gratuito dalla giunta Alemanno alla Roma Capitale– Investments Foundation. La delibera di assegnazione recitava testualmente «i locali risultano non necessari all’ amministrazione capitolina per altri propri fini istituzionali». Quando in Campidoglio, arrivò Ignazio Marino, l’ allora assessore al Patrimonio Luigi Nieri provò a ritornare in possesso dell’ immobile «sito in viale D’ Annunzio 100». IL BLITZ Affittopoli non era ancora scoppiata, ma il Comune per risparmiare gli affitti passivi aveva pensato di trasferire nell’ ex convento i gruppi capitolini, ospitati, a caro prezzo, in via delle Vergini nel palazzo dell’ immobiliarista Scarpellini. E così partì lo sgombero. Che durò molto poco, però. Era il 16 settembre 2014: i tecnici del Patrimonio e gli agenti della Polizia Municipale trovarono gli uffici praticamente vuoti. Missione compiuta? Non proprio. Perché poi, tramite il Codacons che è uno dei soci della fortunata fondazione, partirono le battaglie legali. Carte bollate come proiettili. Prima il Tar concesse una sospensiva al provvedimento del Comune. Poi arrivò la sentenza. La vicenda approdò al Consiglio di Stato e anche qui un’ altra stangata. LA SENTENZA Cosa decise la giustizia amministrativa? «Ha fatto valere i nostri diritti – ha detto ieri pomeriggio un disponibile collaboratore della Fondazione che ha risposto al campanello – la delibera è impugnabile: sei di anni di concessione scadono nel 2018 e fino ad allora noi rimarremo qui». Con tanto di «pezze di appoggio» che lo dicono. Intanto, in questi anni la Fondazione ha avuto una vita molto movimentata. All’ inizio a presiedere il cda viene nominato Giorgio Heller, tuttora in carica, delegato di Alemanno ai rapporti con il mondo delle aziende che operano nel comparto tecnologico. Nell’ ufficio di presidenza ebbe un incarico anche Fabio Ulissi, podologo legato all’ ex sindaco di destra, che verrà sospeso l’ 8 maggio 2013 a seguito della perquisizione dell’ autorità giudiziaria nella sede della Fondazione. Il presidente onorario dovrebbe essere il sindaco ma Marino che vuole sfrattarli si rifiuta. E fa uscire anche Atac dai soci. A cosa serve questa fondazione? «Ad attrarre – ha detto ancora ieri un collaboratore – investimenti per Roma, privati e pubblici». Dal 2012 a oggi i progetti attivati per il Comune di Roma sono zero. Come l’ affitto pagato, insomma. Simone Canettieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
SIMONE CANETTIERI

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox