Piatti: Non vogliamo favori, ma correttezza
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fonte:
- Il Biellese
Egr. Sig. Direttore Vorrei replicare alla “Lettera del presidente” del Cordar apparsa sul suo giornale martedì scorso 9 marzo. Non è mia intenzione né in- polemizzare con il presidente su questioni o beghe personali; il ruolo che ogni amministratore pubblico ricopre impone di metterle da parte in onore ad un’etica forse un po’ fuori moda nel mondo d’oggi ma per me ancora validissima. Forte del mandato che ricopro, grazie alla fiducia espressami dai cittadini al tempo delle elezioni, ho per primo sostenuto l’unificazione della gestione delle acque a Cordar (dopo la fusione Campiglia era SII, San Paolo e Quittengo erano Cordar) e, in seguito, la necessità della posa dei contatori nei due ex Comuni che ne erano sprovvisti (Campiglia e Quittengo) ritenendo giusto ed equo che gli utenti pagassero il dovuto in base al consumo e non a forfait come accadeva. Dopo di che, anche a seguito di rassicurazione del gestore in sede di assemblea pubblica con la cittadinanza, sono iniziati i lavori di posa dei contatori e da lì i problemi. Dopo numerosi solleciti verbali e via mail il 19/ 2019 il sottoscritto scriveva una pec a Cordar e Ato2 esprimendo “… una forte preoccupazione dell’amministrazione comunale riguardo alle modalità di fatturazione delle bollette dell’acqua Si chiedeva inoltre a che punto era la posa dei contatori e la data precisa della partenza della fatturazione a misura e non più a forfait visto che diversi cittadini la richiedevano perché non era possibile altrimenti avere un dato preciso di partenza ed un giusto controllo. Non avendo ricevuto risposta in data 07/ inviavo un sollecito sempre via pec. Anche questa volta Cordar non ha risposto quindi noi non siamo mai stati informati sulla data di partenza che solo dopo il ricevimento delle bollette da parte dei cittadini si è scoperto essere il 1° gennaio 2019. Telefonicamente, ma mai per iscritto, la responsabile della bollettazione Cordar mi garantiva che comunque il gestore avrebbe fatto di tutto per non gravare sulle tasche degli utenti. Al ricevimento delle bollette, a Campiglia dopo 16 mesi, a Quittengo dopo 20, molti cittadini si sono rivolti al Comune protestando per varie questioni ed alcuni hanno autonomamente deciso di affidarsi al Codacons per la controversia, altri hanno sospeso il pagamento della bolletta, altri ancora hanno deciso di pagarla comunque. Ora, togliendosi immediatamente dalla testa che a Campiglia si voglia un trattamento di favore così come ventilato dalla lettera del presidente (non sarebbe neanche possibile), occorre affermare che al di là delle posizioni singole degli utenti, nelle quali non entro, l’operazione contatori e bollettazione è stata a dir poco carente perché ha generato una serie di problemi che hanno messo in cattiva luce sia il gestore che l’amministrazione comunale che ha il solo “peccato originale” di aver affidato la gestione a Cordar, con fiducia! Altra questione è quella del contatore del municipio dove, anche qui a seguito della posa dello stesso, sono arrivate bollette di circa 500 euro ogni 4 mesi (vale a dire 1.500 l’anno che il Comune ha respinto ritenendole esose per un luogo con un solo wc e un solo lavandino usato da 6/ persone al giorno per 5 giorni la settimana. seguito di ciò, dopo svariate discussioni e la posa di un secondo contatore di controllo, trascorso più di un anno, perveniva una fattura globale per il 2017/ con un totale ammontante a 320 euro (80 euro l’anno circa). Chiedo com’è possibile, chiedo cosa sarebbe successo se le bollette fossero state pagate e chiedo se questa cosa possa essere successa anche in altri casi. Chiedo com’è possibile che tra l’ex Comune di San Paolo (dove i contatori esistono da sempre e sono di natura meccanica) gli ex Campiglia e Quittengo (dove i contatori sono nuovi e di natura elettronica) vi possa essere una differenza nei costi così grande (una famiglia di 4 persone a San Paolo paga in media 300 euro l’anno negli altri due 600/ Chiedo il motivo per cui si è aspettato così tanto ad inviare le prime bollette (16 e 20 mesi e in alcuni casi di Quittengo le prime stanno arrivando ora dopo più di 2 anni) impedendo di fatto agli utenti di accorgersi in tempo se per caso avevano perdite o consumi esagerati. Diversa sarebbe stata la situazione se la bolletta fosse arrivata dopo 3 o 6 mesi. Chiedo perché a tutt’oggi la bollettazione avvenga attraverso letture stimate quando invece il gestore aveva affermato il contrario sottolineando che “con i contatori elettronici si potrà effettuare la lettura da remoto senza entrare in casa, e quindi tutto sarà più corretto”. Pertanto a chi era stato riscontrato un forte consumo, tuttora continua a ricevere, in proporzione, una forte bollettazione presunta anche se questo consumo non c’è più (si parla di centinaia di euro quindi per una famiglia può essere tanto). Chiedo come ad un utente di Quittengo con la casa chiusa da più di 10 anni (consumo zero) possa arrivare una bolletta da 280 euro. Chiedo come sia possibile che non venga riconosciuta l’assicurazione per le perdite occulte agli utenti che non hanno il contratto firmato (contratto mai pervenuto). Inoltre si domanda perché, come riporta la lettera del Presidente, “Cordar si rende disponibile a verificare ciascuna posizione e per questo ne approfitto per rivolgermi agli utenti che desiderano confrontarsi direttamente con l’Azienda invece di, come richiesto dal Comune, rivedere globalmente la questione, per equità e giustizia. Sono consapevole e solidale con Cordar quando afferma che l’operazione contatori non è stata semplice, ma mi chiedo perché non è mai stata divulgata la data di inizio delle letture (nonostante le promesse) perché molti cittadini lamentino il fatto di non avere un contratto. tutte queste domande non abbiamo risposte ufficiali. Il Comune è socio di Cordar e crede sia sua diritto riceverle. Nessuna polemica quindi da parte nostra, semmai una costante ricerca di una soluzione e una sacrosanta richiesta di delucidazioni. MAURIZIO PIATTI (Sindaco di Campiglia Cervo)
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