Piano per arginare la frana. Polemica con Crocetta
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fonte:
- La Sicilia
Intanto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, continua a chiedere la testa del management dell’ Amam, ritenendolo responsabile del disastro idrico: «Trovo allucinante che per la rottura di una conduttura siamo stati costretti a dichiarare lo stato di emergenza e lo stato di calamità naturale». «Quando ero sindaco a Gela e c’ era un guasto al dissalatore pensavo a come risolvere il problema e non a chiedere lo stato di calamità naturale», accusa il governatore, secondo cui «sarebbe stato sufficiente prendere a modello gli antichi romani che scavalcavano le frane allestendo nuove tubature magari esterne». Nella polemica entra anche il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) che definisce «deprecabile l’ inerzia delle autorità locali e della magistratura». E le associazioni dei consumatori sembrano fare a gara per le le class action: dopo Consumatori Associati e Codacons anche Unione Consumatori di Messina ha presentato la sua iniziativa. «Indipendentemente dalle numerose colpe e responsabilità che si possono riscontrare rispetto a quello che sta accadendo in queste ore a Messina, dal punto di vista legale la class action è possibile solo nei confronti dell’ Amam, che, nella Carta dei servizi e nei contratti aveva garantito di poter erogare il servizio anche in mancanza di CALATABIANO. Ieri mattina i tecnici del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale sono entrati nell’ area della frana di Calatabiano in contrada Piraino, dove lo scorso 24 ottobre si è registrato il cedimento della condotta idrica dell’ acquedotto del Fiumefreddo che porta l’ acqua a Messina, travolgendo a valle, con una bomba d’ acqua mista a detriti, il quartiere Manganelli. Una zona interessata da giovedi pomeriggio da una nuova ordinanza sindacale che vieta l’ accesso sia al transito veicolare che pedonale, per ragioni di pubblica incolumità. Un monitoraggio del dissesto idrogeologico, che risulta, spiega il vicesindaco Antonino Moschella, in continua evoluzione, con lo scivolamento lungo la stradina, ai piedi della collina, di fango misto a detriti. Una presenza attesa quella dei tecnici del Dipartimento della Protezione civile nazionale, dopo la notizia che l’ emergenza idrica di Messina, su decisione del Governo e della Regione, verrà affrontata da una task force di ben 40 tecnici della Protezione civile nazionale e regionale, affidata al capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al responsabile regionale Calogero Foti. «Dal tavolo tecnico permanente al Comune – ha detto il sindaco Giuseppe In telisano- di cui fa parte il Dipartimento della Protezione civile nazionale e quella regionale, emergono due possibili soluzioni, dal bypass provvisorio sul crinale della collina, in un contesto geomorfologico, in prevalenza roccioso, che dovrebbe aggirare l’ area della frana, alla soluzione più immediata per dare l’ acqua a Messina, cioè quella di un tubo, in polietilene riformato in fibra aramidica all’ interno della condotta idrica di acciaio già esistente. Tutto resta comunque rimandato alla presentazione lunedì del progetto esecutivo da parte dell’ Amam Messina». Il sindaco Giuseppe Intelisano non ci sta poi a sentire il governatore Crocetta affermare che in quell’ area collinare il Comune ne aveva perfino previsto l’ edificabilità. «Come sindaco di una cittadina che vive il dramma di un movimento franoso sempre più attivo che minaccia l’ abitato – dichiara – al fine di fare chiarezza, invito Crocetta a prendere contezza dei luoghi e sarà mia premura fornire ogni atto che certifichi come in quell’ area non si possa assolutamente edificare, compresi tutti gli atti da me assunti recentemente per garantire la sicurezza degli abitanti del Comune di Calatabiano, orientando ogni mio intervento atto a garantire l’ acqua a Messina».
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