25 Aprile 2016

Piano ospedaliero «A rischio la salute di 60mila persone»

Piano ospedaliero «A rischio la salute di 60mila persone»
il codacons del diano boccia la riorganizzazione «pazienti con infarto o ictus trasferiti alla lontana vallo»

di Erminio Cioffi wPOLLA Polla-Salerno: 53 minuti; Polla-Potenza: 55 minuti; Polla-Vallo della Lucania: un’ ora e 20 minuti. È tutta in questi numeri, secondo il Codacons del Vallo di Diano, l’ inadeguatezza del piano ospedaliero che la Regione si appresta a varare in queste ore. Perché, affermano dall’ associazione consumatori, Google maps alla mano, come non accorgersi che legare le sorti dell’ ospedale di Polla a quello di Vallo della Lucania per quanto riguarda l’ emergenza cardiologica e quella legata all’ ictus celebrale, è profondamente sbagliato? «La rete ospedaliera sarà riorganizzata in Hub (perni centrali) e Spoke (raggi, diramazioni) – dicono dal Codacons – Nell’ emergenza cardiologica uno spoke (Utic senza Emodinamica Interventistica) si affianca a un hub di primo livello (Utic con Emodinamica Interventistica) che fa riferimento a un hub di secondo livello (Utic con Emodinamica Interventistica e Cardiochirurgia)». Nella provincia a sud di Salerno, secondo il nuovo piano ospedaliero, Polla e Sapri sono spoke; Vallo un hub di primo livello; il”Ruggi” di Salerno hub di secondo livello. «Quali sono le nostre proccupazioni? – dicono dal Codacons – Avere come riferimento dell’ emergenza Vallo non è che un modo per mettere a rischio la vita di ciascun cittadino della nostra vallata in caso di emergenza. A parte la configurazione orografica del territorio a Sud di Salerno e la conseguente difficoltà di raccordare le varie aree con reti di comunicazioni dirette, ci sono dati incofutabili, come i tempi di percorrenza da e per Vallo». Usando “google maps” da Polla a Salerno occorrono 53 minuti; per Potenza 55 minuti; per Vallo un’ ora e 20 minuti». Chi redige questi piani, per il Codacons, dunque, «non sembra conoscere bene il territorio a Sud di Salerno». Da qui la richiesta di modificare questa riorganizzazione dei servizi sanitari: «Perché noi non vogliamo nemmeno pensare che si possano mettere a potenziale rischio le vite di 60mila abitanti di una vallata ai quali è capitata la sventura di non godere più della protezione di un potente vassallo, in questo nuovo medioevo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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