4 Settembre 2014

Piano Giovani, tutto da rifare per mille tirocini

Piano Giovani, tutto da rifare per mille tirocini

PALERMO – La Regione ha escluso duecento giovani della prima selezione del 14 luglio del Piano giovani, perché non erano in possesso dei requisiti che avevano dichiarato di avere. Lo ha riferito l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra in commissione Lavoro all’Ars. Tutto da rifare anche per gli altri ottocento giovani che il 5 agosto erano riusciti a registrarsi al portale del Piano Giovani prima che il sistema andasse in tilt. E i tirocinanti annunciano ricorso: «Abbiamo deciso di avviare una azione legale risarcitoria collettiva perché i nostri diritti sono stati lesi, dal momento che con le due finestre del Piano giovani sono stati incrociati regolarmente 1.600 tirocini e in commissione nessuno ci ha preso in considerazione», afferma Giuseppe Sicilia, amministratore del gruppo Piano Giovani che ieri ha manifestato insieme ad altri aspiranti tirocinanti davanti a Palazzo dei Normanni dove si è svolta l’audizione in commissione Lavoro all’Ars sul flop day.

CODACONS – Il Codacons, che in merito alla vicenda Piano Giovani e Click Day ha chiesto oggi alla Procura della Repubblica di Palermo la qualifica di parte offesa, ha lanciato oggi anche una “megaazione risarcitoria collettiva” in favore di migliaia di giovani siciliani “gabbati”. Nell’ambito delle due diverse indagini (Procura e Corte dei Conti) per accertare le eventuali responsabilita’ penali ed erariali il Codacons, con due dettagliate relazioni su quanto e’ avvenuto nell’ambito del Click Day, ha richiesto di “partecipare ai procedimenti allo scopo di rappresentare e tutelare gli interessi dei cittadini siciliani e in particolare dei giovani che, sino ad oggi, non hanno potuto beneficiare di quanto annunciato e promesso dalla Regione nell’ambito del Piano Giovani”. L’associazione ha presentato quindi istanza alla Procura della Repubblica per l’ammissione quale parte offesa e alla Corte dei Conti ha presentato un intervento (tecnicamente definito “ad adiuvandum”) chiedendo la condanna al “completo risarcimento per danno erariale a quanti si sono resi responsabili delle condotte attive ed omissive”.

MOZIONE CENSURA – E intanto l’assesore Scilabra, che ieri ha presentato in commissione Lavoro una sua ricostruzione dei fatti relativa al flop del Click day, e ha attaccato la dirigente Anna Rosa Corsello, è sotto assedio. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle presenterà una mozione di censura nei suoi confronti: «Cinque pagine – affermano – che ripercorrono i fallimenti del giovane esponente del governo Crocetta non solo sul versante del criticatissimo piano giovani, ma anche, e forse soprattutto, nel settore della Formazione professionale, letteralmente smantellato e con molti lavoratori ridotti quasi alla fame». Critiche dal Movimento 5 Stelle sono mosse comunque anche all’assessore Bruno, le cui colpe «sono giudicate minori solo perché arrivato da poco alla corte di Crocetta».

I SINDACATI – La Uil, con Giuseppe Raimondi, della segreteria regionale, ammonisce: «Mentre prosegue la polemica sul flop del click day oltre alla perdita della credibilità della politica regionale c’è anche il rischio concreto di perdere i 178 milioni destinati a Garanzia Giovani. Se entro fine mese non saranno attivati i primi provvedimenti, il ministero del Lavoro si riprenderà le somme». «Invitiamo tutti, quindi, a smetterla con il gioco dello scaricabarile e di mostrare – aggiunge – invece il massimo senso di responsabilità per evitare che i giovani siciliani perdano questo lavoro». Per la Cisl, poi, «la Commissione Lavoro dell’Ars sul flop del click day continua a non affrontare e approfondire le vere cause che stanno alla base della vicenda, la Cisl lo ripete da oltre un anno e mezzo: la causa sta nella impossibilità da parte della Regione di offrire veri servizi per il lavoro di incontro fra domanda e offerta».

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