Piano di zona, ammesse in 26
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
SONO 26 (su 37) le realtà vibonesi ammesse ai tavoli tematici che porteranno alla definizione del Piano sociale di Zona relativamente al triennio 2020-2022. A stabilirlo la commissione presieduta da Adriana Teti, nella sua qualità di Dirigente dei Servizi Sociali (Presidente), unitamente a Giuseppe Ciampa, dipendente comunale in servizio presso i Servizi Sociali del Comune (componente)e Nicola Lo Torto, esperto esterno dell’Ufficio di Piano (componente). Si tratta delle associazioni Kalistatia, Coop Ecos, Attivamente Coinvolte, Club Per L’Unesco, Fondazione Casa di Carità, Associazione Come Te, Coop Abigail, Croce Rossa, Associazione 50 e più, Da Donna a Donna, Pro Loco Vibo Marina, Io Autentico, 18 Guardo Oltre, Unione Ciechi, Mdm, Anmil, Maranathà, Anteas, Camera Minorile Oblata Figliano, Associazione Valentia, Codacons, Vibo in Rosa, Associazione Vigili del Fuoco, Centro San Giorgio, Junceum, La Coccinella.In prima battuta erano state ammesse solo in 15 ma la commissione aveva chiesto alle escluse di fornire ulteriore documentazione per le opportune verifiche finalizzate a stabilire l’ammissione o confermare il giudizio precedente. I tavoli tematici si occuperanno – come la stessa parola fa capire – di numerose attività, segnatamente disabilità; disabilità mentale; famiglia; minori anzianità; povertà educativa costruzione di una comunità educante di cittadinanza attiva; dipendenze; marginalità sociali e adulti in difficoltà; violenza di genere e immigrazione. La normativa n. 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” per come richiamata dalla legge regionale n. 23/2003 e in particolare il principio,in essa contenuto, stabilisce la programmazione partecipata da parte delle comunità locali in virtù delle quali i Comuni, titolari delle funzioni socioassistenziali, sono deputati all’elaborazione di Piani di intervento zonali con la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati presenti nel proprio ambito territoriale intercomunale. Ma cosa sono nello specifico i Piani di Zona? È presto detto: rappresentano lo strumento di pianificazione territoriale per lo sviluppo di una politica locale di servizi ed interventi sociali, relativa all’insieme dei Comuni consorziati del Distretto. La sesta stesura del piano di zona (2018/2020) coincide con una situazione sociale, economica, politica estremamente incerta.In particolare la contrazione delle risorse disponibili a tutti i livelli, impone strategie di governo e distribuzione che presuppongano: conoscenza del territorio, condivisione delle idee e dei progetti, coordinamento, accoglienza, messa in rete, ottimizzazione delle competenze e delle risorse economiche. Il Piano di Zona è, quindi, l’occasione per i Comuni di abbandonare la logica dell’individualismo e realizzare un sistema di interventi e servizi sociali che si proponga come integrato. È un sistema che ha una particolare apertura: un’articolazione di interventi e servizi sociali che puntano a fare rete e ad affrontare in modo sistematico le sfide del territorio, assumere a pieno titolo una funzione di lettura dei bisogni e di programmazione delle risposte, di scelte di priorità, di costruzione di rapporti, sinergie e opportunità di sviluppo. Approvato dall’Assemblea dei Sindaci dell’ambito il 26 Giugno 2018, il Piano di Zona 2018-2020 è strumento di pianificazione del welfare locale, che detta le linee di indirizzo strategico in ambito sociale.
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