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22 Ottobre 2004

Piano del ministro Sirchia per ridurre il disavanzo sanitario

Nuovo prontuario anti-spesa


Piano del ministro Sirchia per ridurre il disavanzo sanitario «Non toccheremo i prezzi, opereremo su determinati consumi»




FARMACI L?opposizione «Misura inutile»




MILANO. Ottenuto lo sconto sui vaccini anti-influenzali, il ministro Sirchia annuncia l?arrivo per dicembre di un nuovo prontuario per ripianare il deficit farmaceutico. Ma cosa accadrà ai prezzi? «Non si opererà sui prezzi – assicura – ma sui consumi aumentati in modo enorme» soprattutto per le medicine più costose. Ma per l?opposizione si tratta di «misure inutili» e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia un allarme: «Il rischio ora è che vengano tolti dalla fascia A farmaci utili per inserirci il vaccino anti-influenzale facendo così un regalo alle aziende».Il nuovo prontuario. E? la lista dei medicinali prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale e venduti solo dietro ricetta medica. Con il nuovo elenco, il ministero della Salute prevede di recuperare 269 milioni di euro sul totale di 806 milioni di euro di deficit farmaceutico previsto per l?anno in corso, pari al 33,3% del totale. I restanti 537 milioni di euro verranno invece recuperati con la modifica dello «sconto» sul prezzo del farmaco venduto al Servizio sanitario (i prodotti di fascia A) che passerà dal 4,12% al 4,43%.Tra le voci che hanno inciso di più nel deficit farmaceutico c?è l?aumento del 7,3% del numero delle ricette: «Si opererà – ha spiegato Sirchia – sui consumi aumentati in modo enorme per alcune molecole senza una evidente ragione. In particolare per le statine e gli inibitori di pompa, si andrà a ridurre proporzionalmente la quantità di risorse trasferita all?azienda. Questo senza alcuna modifica dei prodotti che restano in fascia gratuita con l?obiettivo di dare maggior spazio ai prodotti innovativi».Il deficit pesa sui cittadini. A fine 2004 le stime prevedono uno sfondamento del tetto di spesa farmaceutica programmata di 1.477 milioni di euro con una percentuale sulla spesa sanitaria del 14,8% rispetto al 13% stabilito per legge. Il ripiano dovrà avvenire per il 40% sulle Regioni e per il 60% sulle aziende farmaceutiche. Secondo l?opposizione a pagare lo sfondamento della spesa «sono stati i cittadini» basti pensare «che oggi un anziano spende in media tra i 60 e gli 80 euro al mese in medicine e che una famiglia in inverno arriva a spendere 120 euro al mese». Per il centrosinistra le misure del governo «non portano da nessuna parte» e lancia tre proposte-sfida: aumento del tetto della spesa per i farmaci dal 13 al 14% del totale della spesa sanitaria; ottimizzazione delle confezioni dei farmaci, prevedendo anche quelle d?avvio; sgravi fiscali ai privati e più finanziamenti per ricerca e sperimentazioni.Prezzi: chi ci marcia? Per Sirchia il problema è che «si è spostata la prescrizione su farmaci più costosi e sui dosaggi più elevati» mentre la variabile prezzi è «sotto controllo». Insomma «qualcuno ci sta marciando – ha detto il ministro – e se non vengono applicate sanzioni adeguate la spesa non si può fermare». Ma Intesaconsumatori parla di «prezzi mantenuti artificialmente alti». Secondo l?associazione molti dei farmaci di uso comune hanno prezzi maggiorati dal 12 all?88% rispetto alla media europea.

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