16 Aprile 2018

Piano del Consumatore Troppi debiti? La legge ad hoc

 

CODACONS / E’ la numero 3, entrata in vigore nel 2012, a venire incontro alle esigenze chi è in crisi da sovraesposizione al di là del settore di lavoro
Tra i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento, il legislatore ha previsto con la Legge n. 3 del 2012 anche il cd. Piano del Consumatore. Tale strumento è rivolto esclusivamente ai consumatori, ovvero alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’ attività professionale eventualmente svolta e può essere un valido rimedio contro il sovraindebitamento. Con questa terminologia, si indica la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile, ovvero l’ incapacità del consumatore a far fronte a tutte le obbligazioni assunte nel corso del tempo. Per accedere a tale piano il consumatore deve presentare al Tribunale competente per territorio (ovvero quello del luogo di residenza), un’ istanza affinché venga nominato un professionista che svolga le funzioni di Organismo di Composizione della Crisi. Nell’ istanza il debitore (in questa fase non c’ è la necessità di assistenza legale) deve semplicemente indicare i suoi creditori, l’ ammontare dei debiti ed indicare eventuali suoi beni immobili o entrate patrimoniali (ad esempio se ha busta paga etc). Il Tribunale ricevuta l’ istanza, nomina un professionista il quale dovrà effettuare indagini (ad esempio all’ anagrafe tributaria, all’ Agenzia delle Entrate, Ufficio del Territorio) al fine di ricostruire la situazione non solo debitoria ma anche soprattutto quella patrimoniale del consumatore. Quest’ ultimo dovrà quindi proporre al professionista delegato una proposta di piano di consumatore, ovvero dovrà indicare le mo dalità di pagamento ma soprattutto le garanzie che offre affinché i creditori possano essere soddisfatti. I crediti in questa fase possono subire una decurtazione, tranne che non siano crediti muniti di privilegio (in tal caso il debitore deve pagare tali debiti per intero). È ammesso un pagamento rateale e a seconda dei casi i vari Tribunali hanno ritenuto ammissibile addirittura una rateizzazione che superi i 5 anni. Se la proposta del piano una volta ritenuta fattibile dal professionista delegato viene depositata in Tribunale per l’ omologa. In questa fase i creditori a cui deve essere notificata l’ udienza di omologa possono solamente presentare delle osservazione, ad esempio sul quantum attribuito dal consumatore ma non possono approvare la proposta. Eventualmente potranno solo impugnare il decreto di omologa. Tale procedimento, a tutela come detto di tutti i consumatori che non riescono a far fronte ai debiti contratti, (basti pensare ai debiti con le società finanziare spesso contratti per chiudere vecchi prestiti), è un valido strumento per ripianare la propria situazione debitoria. Unici presupposti richiesti dalla normativa, al di là dello status di consumatore sono: Non aver fatto ricorso nei precedenti 5 anni a procedimenti previsti dalla legge n. 3 del 2012 (che oltre al piano del consumatore, prevede l’ accordo con i creditori e la liquidazione del patrimonio); Non aver subito un provvedimento di revoca dell’ omologazione di un precedente piano; Avere fornito documentazione che non ha consentito di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale. Ufficio Legale Codacons.

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