4 Settembre 2013

Piano Atm, l’ ok dei sindacati “Ora si muova il Pirellone ai trasporti servono fondi”

Piano Atm, l’ ok dei sindacati “Ora si muova il Pirellone ai trasporti servono fondi”

ISINDACATI chiedono garanzie ad Atm da un punto di vista dell’ impiego, preoccupati del fatto che gli annunciati investimenti in tecnologia non comportino un risparmio sulla forza lavoro. E Cgil chiede al Pirellone di fare la sua parte per rendere efficiente il trasporto pubblico in vista di Expo: «Il piano industriale presentato da Atm, con l’ obiettivo di trasportare fra due anni500mila passeggeri in più al giorno, è importante e condivisibile – dice Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro – . L’ augurio è che anche la Regione e il governo nazionale siano pronti a dare una mano, finanziando progetti sul trasporto pubblico a Milano nei prossimi mesi e anni. Dall’ efficienza dei trasporti cittadini dipenderà infatti parte del successo di Expo, e la riuscita dell’ esposizione è strategica per il futuro economicodella Lombardia e di tutta l’ Italia ». Se Cgil guarda alla Regione, nel commentare il piano industriale di Atm per il triennio 2013-2015 la Cisl si concentra sul ruolo del Comune di Milano, azionista di Atm. Per il segretario cittadino del sindacato, Danilo Galvagni, «quanto fatto sinora da Palazzo Marino sul trasporto pubblico è stato forse necessario, ma senz’ altro insufficiente e sbagliato nei tempi. Il Comune non può permettersidi aumentare i prezzi degli abbonamenti a giovani e anziani prima di avere indicato gli obiettivi che pone ad Atm. L’ impressione è che l’ azienda, in modo meritevole, stia facendo da supplente a una mancanza di progettualità sulla mobilità da parte dell’ amministrazione ». Simile nel contenuto ma più dura nei toni è la presa di posizione di Marco Donzelli, presidente dell’ associazione dei consumatori Codacons: «Mentre l’ aumento dell’ offerta diservizi al cittadino per ora è virtuale, e rischia di essere ridimensionata dalle difficoltà di bilancio del Comune, gli aumenti delle tariffe già pesano sulle tasche di pendolari, anziani e studenti. Non è così che si muove un’ amministrazione avveduta». Alle critiche nei giorni ha risposto il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, ricordando come «i Comuni sono chiamati a scelte difficili in per colpa dei governi sostenuti dal Pdl, che hanno massacrato gli enti locali». E aggiungendo: «Comprendo le difficoltà dei cittadini per l’ aumento delle tariffe. Ogni ritocco è indigesto, soprattutto in questa fase complicata, ma è stato un passo necessario». Il timore dei sindacati e delle associazioni dei consumatori è che Palazzo Marino, per tenere i conti a posto nonostante i fortissimi tagli dei trasferimenti da parte del governo, voglia rivedere al ribasso il contratto di servizio con Atm. Questo rischierebbedi fare venire meno le condizioni economiche che hanno consentito all’ amministratore delegato Bruno Rota di prevedere per i prossimi tre anni un investimento in trasporto pubblico di 524,5 milioni di euro, con l’ acquisto di 250 nuovi bus e 36 treni da impiegare sulle linee 1 e 2 della metropolitana. Lo stesso problema di fondi se lo pone la Provincia, alla ricerca della copertura finanziaria per il potenziamento del trasporto extra- urbano. «Investiremo in tecnologia, per consentire la prenotazione via smartphone dei bus delle cinque compagnie che trasportano ogni giorno 150mila passeggeri – dice Giovanni De Nicola, assessore provinciale alla Mobilità – . In chiave Expo, sarebbe doveroso avviare un progetto con Atm e Palazzo Marino per una gestione integrata dei trasporti, nella logica della città metropolitana».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco vanni

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