17 giugno 2017

“Piano antibuche”, Codacons denuncia il flop: “I romani continuano a rischiare la vita”

 

Che cosa resta del “piano strade” di Marino? Correva l’ anno 2015. Era un inverno funestato dalle bombe d’ acqua e dalle buche che avevano reso il manto stradale un colabrodo. In quell’ occasione il Sindaco Marino ed il suo assessore Maurizio Pucci, lanciarono il proposito di correre ai ripari . Sei milioni di euro per risanare il 15 % della grande viabilità. Tempo stimato, pochi mesi: entro l’ estate dello stesso anno. IL PIANO – A distanza di venitiquattro mesi, Codacons è andata a vedere cos’ è rimasto di quel proposito. “Sono bastati due anni per cancellare gli effetti del famigerato ‘piano buche’ di Marino. Quello che – stando agli annunci – doveva durare nel tempo , e rifare il manto stradale ‘in modo che le buche non si ricreino’ – spiega l’ associazione dei consumatori – È questa la realtà che emerge dal reportage realizzato dal Codacons, che ha svolto un controllo sulle strade della Capitale visitando le zone individuate dall’ amministrazione dell’ epoca per i lavori di manutenzione straordinaria”. LA SVOLTA DISATTESA – “All’ epoca il progetto fu presentato in pompa magna da giornali e Tv. ‘Gli interventi non saranno fatti con la solita pennellata di catrame’ ..le parole dell’ allora sindaco – sottolinea Codacons – facevano sperare in un futuro migliore”. Oggi, come mostrato in un reportage video, quell’ aspettativa è stata disattesa. ” Il ‘piano antibuche doveva portare al risanamento del 5% delle strade di grande viabilità entro marzo 2015, e del 15% entro l’ estate dello stesso anno. Doveva, appunto. E invece, a distanza di appena 2 anni, basta seguire la mappa dei lavori per scoprire l’ acqua calda”. REGNANO LE BUCHE – L’ elenco di strade che Codacons segnala in pessime condizioni è lungo. “In tutte strade interessate dal progetto di rifacimento dell’ asfalto, del “piano buche” non c’ è proprio traccia. Dalla Casilina alla Palmiro Togliatti, passando da via di Tor Cervara, Via Nomentana, Viale Etiopia, Lungotevere Flaminio, Viale Tizano, Viale Castro Pretorio, Viale Aventino, Via Labicana – ricorda Codacons che ammette – Ci sono alcune eccezioni certo, specialmente nelle zone centrali della città: ma sono così isolate che si contano sulle dita di una mano. Per il resto, lo scenario è quello abituale: buche, voragini, e pavimentazione dissestata che punteggiano l’ asfalto come accade in tutti gli altri quartieri di Roma. Nulla o quasi differenzia queste zone da tutte le altre. Ed i romani, quando va bene, continuano a traballare o a rischiare la propria incolumità proprio come accadeva prima”.