Piani e risorse contro le emissioni dannose
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Piani e risorse contro le emissioni dannose
Inquinamento a livelli record, blocchi totali del traffico, domeniche a piedi: tanti interventi però in ordine sparso. Arriva l`autunno e per milioni di italiani che lavorano e vivono in città torna l`emergenza smog. Come anticipato dal Sole 24 Ore ( vedi il numero del 15 settembre), per ridurre le emissioni di Pm10 ( polveri sottili) il ministero dell`Ambiente renderà disponibili, nel biennio 2005 2006, 240 milioni di euro. Cento milioni sono previsti dalla legge delega ambientale a favore dei carburanti puliti nelle città, mentre altri 140 milioni verranno dal piano per contrastare le principali fonti di inquinamento che sarà definito entro ottobre.
Ci sono poi altri 20 milioni di incentivi ? è la prima tranche di uno stanziamento da 90 milioni deciso nel 2004 ? recentemente messi a disposizioni dal ministero per consentire a Regioni, Province, Comuni e aziende pubbliche di sostituire la flotta delle auto blu e aziendali con veicoli elettrici o alimentati a Gpl, metano e combustibili ibridi.
In tutto, sono 260 i milioni messi sul tavolo dall`Esecutivo per la lotta alle emissioni di Pm10. Una cifra che i Comuni e le associazioni ambientaliste e dei consumatori ritengono unanimemente insufficiente. « Per centrare l`obiettivo di ridurre del 30% le emissioni di Pm10 ? afferma il presidente dell`Anci, Leonardo Domenici? l`Italia dovrebbe spendere almeno 500 milioni l`anno per quattro anni. Le cifre annunciate non serviranno a rimediare a una situazione già di emergenza » .
Secondo l`Anci la posizione del nostro Paese, che già nel 2005 rischia l`apertura di una procedura di infrazione della Ue per avere superato il limite dei 35 giorni in un anno di concentrazioni di Pm10 superiori alla soglia di 50 microgrammi, non potrà che aggravarsi. Nel 2006 il tetto consentito scenderà infatti a 28 giorni l`anno.
Da parte loro, le associazioni ambientaliste contestano non solo l`esiguità dei finanziamenti, ma anche il modo in cui i soldi pubblici vengono spesi.
« Ormai ? lamenta Stefano Lenzi, responsabile del Wwf per i trasporti ? i soli interventi finanziati seriamente sono quelli per le metropolitane. Così si rinvia la soluzione del problema, con lavori finanziariamente assai onerosi e spesso inutili, mentre le azioni per ridurre in modo strutturale le emissioni sono finanziate con il contagocce: è il caso dei Piani urbani della mobilità, previsti fin dal 2000 e non ancora attuati » .
Per il Wwf, come anche per Legambiente, c`è una incapacità generale a definire politiche di grande respiro per disincentivare il traffico. Le responsabilità, insomma, non sono solo dell`Esecutivo, ma anche di Comuni e Regioni. « Manca il coraggio di adottare soluzioni innovative come il pedaggio per accedere ai centri storici o sistemi per ancorare i costi dell`automobile alla frequenza con cui la si usa » afferma Alberto Fiorillo, responsabile mobilità di Legambiente. Ma per gli ambientalisti servirebbe soprattutto rendere il servizio pubblico più concorrenziale rispetto all`automobile. Un`esigenza su cui concordano le associazioni dei consumatori. « Mi auguro che i pochi soldi stanziati siano usati per finanziare il trasporto su rotaia e incentivare l`uso dei mezzi pubblici » dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, mentre per il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, « le azioni strutturali annunciate dal ministero sono in realtà interventi di manutenzione straordinaria spesso inutili: non serve a nulla incentivare il passaggio a veicoli Euro 4 non inquinanti se poi nessuno verifica che siano mantenuti in perfetto stato. Dopo poco diventano inquinanti anche quelli » . Previsti incentivi per chi usa carburanti puliti
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