20 Maggio 2005

Piacere dolce, retrogusto salato.

Piacere dolce, retrogusto salato. Sollievo rinfrescante, prezzo scottante. Il caro-gelati incalza e le associazioni dei consumatori denunciano le impennate: «Negli ultimi quattro anni si è passati dalle 1.400/4.000 lire a 1,50/3,50 euro (a seconda delle dimensioni di coni e coppette) – sottolinea il Codacons – il rincaro è stato cioè del 95% per il prezzo minimo e del 70% per il massimo».
Così, se da un lato i listini non sono finiti in ghiacciaia, le voglie dei golosi quelle sì, così facendo rischiano di congelarsi.
Abbiamo fatto il nostro consueto monitoraggio per stilare il tariffario dei “peccati di gola“, quelli che ci fanno cadere in tentazione soprattutto nel periodo estivo, e abbiamo raffrontato il dato nazionale con quello locale: bar e gelaterie catanesi, con un ventaglio d`offerta che parte da 1,20 fino a 1,80 (per una semplice coppetta), non smentiscono il trend che vede «montare» le euro-cifre da pagare per le zuccherose prelibatezze.
Discorso che comprende anche le confezioni dolciarie industriali delle grandi aziende di settore, dov`è stato calcolato addirittura un +169% d`incrementi.
A mantenersi competitivi sul mercato sono i laboratori specializzati: «Essendo produttori – commenta Giuseppe Calogero, titolare di un punto vendita artigianale frequentatissimo – riusciamo a venire incontro alle esigenze delle famiglie che si forniscono da noi più volte la settimana. Un tempo c`era anche chi veniva ogni giorno a comprare le vaschette da mezzo chilo, oggi invece il gelato per molti rappresenta un vero e proprio lusso, un capriccio. Motivo per cui abbiamo deciso di non aumentare i prezzi rispetto all`anno scorso, per far contenta la nostra abituale clientela».
Effettivamente la tendenza di oggi è quella di compare il gelato a peso, anziché consumarlo nei locali pubblici o nei luoghi turistici, dove sedendosi al tavolino e gustando la «coppa speciale» con tanto di ombrellino e coreografia colorata, si arrivano a spendere fino a 6 euro.
Leccando il cono a passeggio per le vie della città, invece, si riesce a «risparmiare» qualcosina: ma ci si deve accontentare del formato-medio e dei “due“ gusti classici, senza aggiunta di panna: le maxi-palle adagiate una sopra l`altra nelle maxi-cialde, infatti, oltre al rischio di sbrodolamenti vari (con aggiunta di 3/4 euro per la smacchiatoria), fanno lievitare fino a 1,50 euro la spesa che occorre per “refrigerare“ la serata (quale lui non offre il gelato alla propria lei – magari al gusto di cioccolato al peperoncino – per far “sciogliere“ l`atmosfera? Il conquistatore, a conti fatti, sborsa una media di 60 euro tra benzina, cena e dopocena).
E c`è anche chi ha calcolato al grammo, quanto incide sulle tasche dei catanesi la spesa che occorre per togliersi lo sfizio: rilevando che «passano gli anni, spendiamo sempre di più, ma in compenso mangiamo sempre meno». Fatte due operazioni matematiche: «Abbiamo verificato come la quantità che viene messa sul cono (110/120 grammi circa) – spiega il presidente provinciale dell`Adoc, Claudio Melchiorre – non è proporzionale rispetto al prezzo calcolato al chilo (10 euro), nel principio di totale anarchia che regna nel settore del commercio. Il commerciante pensa di poter dettare le regole, nessuno controlla e il consumatore alla fine smette di acquistare: ecco spiegata la crisi economica che stiamo vivendo. La nostra proposta è quella di relazionare il prezzo del gelato con il peso effettivamente venduto, che potrebbe essere calcolato con palline di misura standard create con l`apposito attrezzo».

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