7 Ottobre 2005

Più tutela dalle frodi creditizie

Più tutela dalle frodi creditizie





Dal supermercato, al ristorante, dal benzinaio ai caselli in autostrada. Sono sempre più numerosi i cittadini che usano le carte di credito per i propri acquisti. Ma la moneta elettronica sta registrando il suo boom soprattutto grazie agli acquisti on-line. È il cosiddetto commercio elettronico che consente di risparmiare tempo e denaro, acquistando in ogni capo del mondo, senza muoversi da casa propria, oggetti da collezione, viaggi, specialità alimentari, attrezzature sportive e ogni altro tipo di merci e servizi.

Ma Internet è anche croce e delizia degli acquisti virtuali poiché rappresenta il paradiso delle truffe creditizie. È proprio attraverso la rete, infatti, che nel solo 2004 i tentativi di frode con le carte credito sono aumentai, passando dal +13% del 2003 all?attuale +16%.
Numeri alla mano, le richieste di credito sospette intercettate dal Sistema Antifrode del Crif (una delle maggiori banche-dati sui finanziamenti richiesti ed erogati ai consumatori) sono state pari a 1,4 miliardi di euro, coinvolgendo 191mila cittadini che hanno subito un tentativo di furto d?identità. In particolare, Centro e il Sud sono le zone più a rischio: nel 2004, Campania, Sardegna e Lazio sono state infatti le Regioni in cui si sono registrate le più alte percentuali di sospetti furti d?identità.

Ed ancora. Nei soli primi mesi del 2005 il Crif ha ricevuto 170 richieste di cancellazione dal Sistema d?informazioni creditizie (Sic) di dati relativi a finanziamenti fraudolenti per un importo complessivo di un milione di euro.

E per tutelare i consumatori vittime inconsapevoli di frodi creditizie e fornire un aiuto pratico per contrastare in maniera concreta la sottrazione dei dati personali da parte di ignoti, Codacons e Crif hanno firmato un protocollo d?intesa.

L?accordo prevede che in caso di contratti di finanziamento sospetti di frode, i consumatori – dopo la presentazione della denuncia di truffa alle autorità competenti – possono dar mandato all?associazione di consumatori che segnalerà alla Crif che sul finanziamento pende una denuncia per truffa.

In tal modo banche e finanziarie potranno avviare le necessarie verifiche per accertarsi che il contratto di finanziamento sia stato realmente oggetto di truffa.

E se la frode venisse accertata, il cittadino potrà usufruire di un canale preferenziale per ottenere la cancellazione del contratto di finanziamento oggetto di frode.



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