Più “salati“ i dolci della Pasqua
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fonte:
- Il Gazzettino
Più “salati“ i dolci della Pasqua
Il Codacons calcola in 160 euro per famiglia la spesa per il pranzo tradizionale della festività
I prezzi di colombe e uova di cioccolato pasquali aumentano oltre l`inflazione nei prodotti di marca. Mentre nel mercato lontano dalle campagne pubblicitarie, la differenza la fanno promozioni e qualità.Dai rilevamenti nei quattro punti vendita a campione riportati in tabella, i prezzi dei dolci pasquali sono aumentati in un anno dal 2,5 al 3 per cento. Escono dalle considerazioni i prodotti oggetto di offerta, come le colombe Motta e Bauli (tradizionale e Verona), ribassate rispetto al prezzo indicato dal produttore fino a oltre la metà. Diversa (e attendibile ai fini dell`andamento inflazionistico) la tendenza per i prodotti dove le case produttrici restringono i margini di ricavo della rivendita rispetto ai prezzi riportati sulle confezioni: qui i rincari sono doppi rispetto al caro-vita annuale misurato dall`Istat, e attestato negli ultimi rilevamenti all`1,7 per cento. Complessivamente per il tradizionale pranzo di Pasqua, secondo un`indagine del Codacons, quest`anno le famiglie spenderanno in media 160 euro. Il Coordinamento di associazioni a difesa dei consumatori precisa che i prezzi di uova e colombe sono più elevati rispetto al 2006, ma che gli incrementi sono meno marcati rispetto agli anni passati. Secondo i rilevamenti nelle principali città italiane, un uovo medio di marca (220-250 grammi) quest`anno costa 9,70 euro rispetto ai 9,50 del 2006 (più 2,1 per cento). Comprare una colomba di marca costa 4,80 euro contro i 4,50 euro dello scorso anno, con un incremento del 6,6 per cento Per l`agnello si dovranno spendere 12,20 euro (più 6 per cento rispetto al 2006), mentre per il tipico salame pasquale, la corallina, il prezzo sale a 13,10 euro (più 10). I risparmi, secondo il Codacons, arrivano scegliendo gli alimenti che non sono di marca. Un uovo medio, allora, costa la metà: 4,30 euro (più 4,8), una colomba 2,90 euro (come nel 2006). Sulle dinamiche dei prezzi intervengono anche le associazioni di categoria. “L`artigianato dolciario è minacciato dalla tendenza insidiosa all`omologazione dei gusti, che utilizza le strutture della grande distribuzione per rendere facilmente reperibili prodotti replicati in serie e realizzati con materie prime di scarsa qualità, a tutto svantaggio dei consumatori“, afferma la Cna alimentare. L`associazione spiega che “nelle tradizionali colombe la vera differenza sta nella qualità degli ingredienti, soprattutto nell`assenza di monodigliceridi e conservanti. Rispettando queste regole il dolce pasquale di pasticceria ha caratteristiche di fragranza e freschezza non ripetibili da un prodotto sviluppato in serie“.Il mercato delle uova pasquali è diventato più sensibile all`originalità delle lavorazioni. Nella produzione delle classiche uova chiuse, i cioccolatieri si sono orientati alle lavorazioni a soggetto (pesci, galline e così via). “Anche in questo caso – evidenzia Sandro Moscardi, presidente nazionale della Cna alimentare – la qualità del cioccolato fa la differenza: per queste produzioni è privilegiato solo purissimo cioccolato svizzero – assicura – ancora una volta le nostre imprese stanno cercando di far conoscere meglio i valori base dell`artigianato alimentare, come qualità, bontà e sicurezza“.
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