30 Ottobre 2007

Più mutui e prestiti

Più mutui e prestiti
Ma per l`Abi s`indebita soltanto chi sta bene
Il credito al consumo è cresciuto del 17,5%

FAMIGLIE italiane sommerse dai debiti, spesso per scelta più che per necessità. I finanziamenti bancari concessi ai nuclei familiari sono cresciuti del 9% nei primi sei mesi dell`anno, superando i 353 miliardi di euro a giugno 2007. Con un boom del credito al consumo che è aumentato del 17,5%. Così l`Abi, illustrando i dati emersi da una ricerca condotta da Prometeia, sintetizza il rapporto tra i nostri connazionali e il credito bancario. Ma i consumatori hanno subito fatto sapere che, a questa interpretazione, loro proprio non ci stanno. I dati sono stati resi noti dall`Associazione bancaria nel corso del convegno sul `Credito alle Famiglie 2007`. E delineano un fenomeno la cui ascesa ci vede in linea con il resto d`Europa, ad eccezione della Germania. E se a fare la parte del leone è il credito fondiario residenziale ? ossia tutto l`insieme di mutui per la prima e per la seconda casa e i finanziamenti per le ristrutturazioni ? il mondo del credito al consumo, vale a dire quello delle rate per gli acquisti, fa segnare una crescita del 17,5%. Per il direttore dell`Abi, Giuseppe Zadra, “il settore bancario continua a sostenere le esigenze di spesa sempre più complesse ed evolute delle famiglie, anche nell`ottica strategica di un rilancio dei consumi che potrebbero contribuire a dare una spinta alla ripresa dell`economia“. DALLA RICERCA emerge, tra l`altro, che il credito alle famiglie ha mostrato, nell`ultimo decennio, un tasso di crescita superiore all`11%. Parallelamente, è cresciuta anche l`esposizione delle famiglie, con il rapporto debito su reddito che è passato dal 48% del 1998 al 75% del 2004. Vale a dire che, per ogni 1000 euro di “entrate“, 750 erano destinati, già tre anni fa, alla restituzione di prestiti o di mutui. Non solo. Il dato sorprendente è che il ricorso alla rateizzazione, secondo Abi e Prometeia, è sempre più una scelta che non una necessità. La famiglia “tipo“ in questo panorama è infatti “giovane, con titolo di studio più elevato rispetto al campione complessivo, un maggiore numero di componenti e un capofamiglia lavoratore dipendente“. Inoltre, le condizioni di reddito sono solitamente “medio alte“, ed è mutata l`accezione associata all`indebitamento, sempre meno negativa soprattutto per il credito al consumo. MA I CONSUMATORI non ci stanno: “Chi oggi ricorre a prestiti e finanziamenti ? ha subito replicato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ? non acquista più solo automobili, grandi elettrodomestici o beni costosi, ma si indebita anche per libri scolastici, per spese mediche e persino per acquistare generi alimentari“. Sulla stessa linea Altroconsumo, che parla di una “visione un po` ottimistica“, perché, ha spiegato il presidente Paolo Martinello, “l`industria del prestito sta crescendo molto e i casi di sovrindebitamento non sono così isolati“. Tanto che ogni cittadino, secondo il Codacons, è “virtualmente indebitato“ per 1.590 euro. Per i consumatori è quindi necessario “realizzare una campagna informativa diretta ai cittadini, per spiegare i pericoli che si celano dietro il credito al consumo e alle allettanti pubblicità di prestiti e finanziamenti“.

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