23 Ottobre 2009

Più leggero il carrello degli italiani

Rapporto dell’Istat sui consumi: ad agosto si registra la terza diminuzione consecutiva

Ad agosto consumi in calo del 2,9% rispetto al 2008. Le reazioni di imprese e consumatori. C’è ancora il segno meno davanti al carrello della spese degli italiani. Anche ad agosto, certifica l’Istat – per il terzo mese di fila – le vendite al dettaglio ad agosto sono diminuite. Il calo è del 2,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,1% rispetto a luglio 2009. Ad agosto soffre anche la grande distribuzione (-2,4% annuo), che vede assottigliarsi la forbice con i negozi di piccole dimensioni (-3,3% rispetto ad agosto 2008). Su base annua, la flessione del 2,9% è la risultante di un calo del 2,8% sia per i prodotti alimentari sia per quelli non alimentari. LA GDO Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato cali sia per i prodotti alimentari (-2,2%) sia per quelli non alimentari (-2,5%). Anche nelle imprese operanti su piccole superfici calano sia le vendite dei prodotti alimentari (-3,9%) sia di quelli non alimentari (-3%). Ad agosto 2009 tutte le tipologie della grande distribuzione hanno registrato variazioni negative su base annua. La flessione più significativa ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza non alimentare (-3,9%). È andata un po’ meglio, invece, ai discount di alimentari (-1,8%) e agli esercizi specializzati (-0,4%). Diminuisce ad agosto anche la differenza, tradizionalmente registrata, tra le imprese con pochi addetti e quelle di grandi dimensioni: il valore delle vendite ha registrato infatti una flessione del 3,4% per le microimprese (fino a cinque addetti), mentre quelle da sei a 49 impiegati hanno visto calare le vendite del 2,3% e quelle più grandi (più di 50 addetti) hanno registrato un calo del 2,7%.  LE REAZIONI Per il Codacons «la novità è che soffre anche la grande distribuzione e per la prima volta si assottiglia la forbice con i piccoli negozi». La proposta: abbassare i prezzi del 20%». Per Adusbef e Federconsumatori è «allarmante» il calo degli alimentare, «comparto che, per definizione, dovrebbe essere anelastico». Da qui la richiesta, non nuova, di «detassare il reddito fisso, da lavoro e da pensione, per almeno 1.200 euro l’anno, ed un sostegno adeguato ai disoccupati e ai lavoratori precari senza ammortizzatori sociali». Per Confesercenti «è più che mai urgente una manovra di sostegno ai consumi usando soprattutto la leva fiscale». Confcommercio, tuttavia, fa notare che la spesa degli italiani si sta concentrando su acquisti di beni e servizi non oggetto di rilevazione Istat, come il rinnovo del parco auto grazie agli incentivi. Questo dato, in presenza di una inflazione modesta conferma una sostanziale stabilizzazione della domanda negli ultimi mesi». Coldiretti approfitta dei dati Istat per rilanciare la vendita diretta: meno passaggi di mano e più risparmi per i consumatori.

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