13 Ottobre 2012

Più lavoro, più ferie. Ma gratis. E i precari restano al palo

Più lavoro, più ferie. Ma gratis. E i precari restano al palo

 

Sul sito della Gilda di Venezia è stata pubblicata ieri la bozza di legge di stabilità con il testo che riguarda la scuola. Dopo le indiscrezioni che hanno provocato diverse smentite da parte del ministero dell’ Istruzione, finalmente un po’ di chiarezza: dal 10 settembre 2013 i docenti della scuola primaria e della secondaria, di primo e di secondo grado, lavoreranno 24 ore a settimana senza aumentare proporzionalmente la retribuzione. In compenso avranno 15 giorni in più di ferie su base annua. I docenti che lavoreranno sei ore in più verranno utilizzati per coprire gli spezzoni di orario e le supplenze temporanee per tutte le classi di concorso dove possono insegnare. Questo significa che i docenti precari chiamati dalle graduatorie non troveranno più posto. Sarebbe dunque confermata la stima di 30 mila tagli a partire dal prossimo anno scolastico. Quello che il ministro Profumo ha definito un «atto di generosità» da parte della scuola, cioè dei precari e dei docenti che lavoreranno gratis per garantire la stabilità del bilancio secondo il governo Monti, è stato immediatamente rifiutato dall’ Anief e dal Codacons. Per il presidente dell’ Anief, Marcello Pacifico, cambiare ‘in corsa’ l’ orario dei docenti, senza intervenire sul contratto della categoria bloccato dal 2009, è «incostituzionale». Anche il Codacons promette di ricorrere alla Corte Costituzionale per chiedere l’ annullamento dell’ incremento delle ore lavorative. Per il governo, la situazione è così critica da avere impegnato ieri pomeriggio uno dei suoi pilastri, il leader dell’ Udc Casini, ad una timida, e alquanto vaga, promessa: «Vedremo cosa si può correggere in Parlamento». Per lui «investire sulla scuola e sulla ricerca è la strada da percorrere. Nella scuola c’ è un grande disagio». Anche il Pd interviene con la senatrice Mariangela Bastico: «Il governo può dare un primo segnale importante, accogliendo le modifiche al disegno di legge di stabilità». Per Vincenzo Vita bisogna risolvere il problema degli insegnanti inidonei, «rei solo di avere contratto qualche malattia e che la spending review ha messo su un binario secondari». Investimenti per la scuola vengono sollecitati da Giulia Rodano dell’ Idv. Nella legge di stabilità dovrebbe essere confermato il taglio dell’ indennità di vacanza contrattuale di 182 milioni di euro, cioè il fondo riservato ai lavoratori titolari di un contratto nazionale in attesa del suo rinnovo. Una somma già stabilita dal governo Berlusconi che Monti non ha avuto il coraggio, fino ad oggi, di cancellare. Altre indiscrezioni dal Miur confermano che prima del 2014 non sarà possibile aumentare gli stipendi. Nichi Vendola (Sel) sostiene che «la riforma di Giovanni Gentile sembra un campionario di principi liberali rispetto alla riforma Gelmini, non contrastata e anzi messa sui binari dell’ attuazione da Profumo. Non è un fatto tecnico insistere nel più grande crimine sociale che è stato fatto in epoca berlusconiana contro le giovani generazioni: tagliare la scuola». Ro. Ci.

 

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